“La cucina sott’acqua” al teatro delle Spiagge a Firenze

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la cucina sott'acqua

“Il teatro sul tetto di un supermercato di periferia”: è la nota distintiva di questo teatro delle Spiegge che si trova davvero al primo piano di un supermercato nella periferia nord ovest di Firenze, in una traversa della via Pistoiese dal nome, giustamente in tema, di via del Pesciolino.

Oggi, nell’ampio ventaglio degli spettacoli teatrali che Firenze e dintorni offrivano, ho scelto di essere loro ospite in qualità di critico teatrale perché era da tempo che lo desideravo e la commedia di oggi me ne ha dato l’occasione.

La Compagnia del Riccio ha messo in scena “La cucina sott’acqua”, due atti in vernacolo fiorentino scritti da Antonella Zucchini, una delle drammaturghe più rappresentate e premiate, che si è ispirata a un’idea di Cristiano Malvenuti che firma anche la regia dello spettacolo e che si basa su una testimonianza vera.

La storia si svolge tutta nell’appartamento al primo piano di una famiglia economicamente modesta nel paese de Le Sieci vicino a Firenze la notte prima del 4 novembre 1966, giorno tragicamente indimenticabile per l’alluvione che la devastò, e la cucina che dà il titolo alla commedia è quella che la famiglia ha appena comprato dopo 25 anni di sacrifici, di cui deve ancora iniziare a pagare la prima rata e che viene portata via dal magazzino in cui è conservata dalla piena dell’Arno quella notte prima di essere loro consegnata.

Bravi tutti e nove i protagonisti che si meritano il nostro applauso ma ad alcuni di loro vogliamo tributare un complimento in più; prima di tutto Lina, la moglie del protagonista, una formidabile Elena Poggi, e poi Marcello Sbigoli, suo marito Piero, Roberto Ufrasi, un divertente vigile del fuoco, Bruna Venticonti la nonna, e Cristiano Malvenuti (il regista) il nonno. Completano il cast Cristiana Innocenti la figlia Carlina, Federico Tassini il figlio Moreno, Daniela Ferri e Daniele Brandani la coppia del piano di sotto Leda e Nanni.

Bravo anche il cast tecnico che ha contribuito all’ottima riuscita dello spettacolo, ringrazio tutti per l’accoglienza calorosa e sincera che mi è stata tributata e da oggi la mia agenda annovera un nuovo teatro in cui essere presente.

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