La maggioranza salvatrice

Print Friendly, PDF & Email

berlusconi-large

Secondo la Costituzione, la nostra non è una democrazia diretta, ma il popolo esercita la propria sovranità tramite i propri rappresentanti in Parlamento.

Ma se Camera e Senato sviliscono o tradiscono la loro funzione, negano le prerogative dei cittadini, la democrazia svanisce, muore.

Per la funzione che ricoprono e per il loro ruolo i parlamentari sono protetti in modo particolare e non possono essere arrestati  quando la Camera ritenga che la mancanza di libertà sia effetto di una “persecuzione o di uno speciale accanimento” da parte della magistratura.

E’ successo in vari casi; il caso Cosentino è emblematico Cosentino non è stato arrestato per i gravi addebiti di reato, tra i quali l’accusa di essere il referente politico del clan dei casalesi, perché i suoi colleghi parlamentari del Pdl, Lega e radicali non hanno detto che egli era un perseguitato o vittima di accanimento, hanno invece  sostenuto che le prove non sarebbero poi così gravi, o  che mancavano i requisiti del pericolo di fuga  e di inquinamento delle prove.

In sostanza questi parlamentari hanno compiuto un abuso di potere vero e proprio. Si sono arrogati il compito di valutare prove e requisiti, che spetta ai magistrati, senza distinzione per i cittadini.

Allo stesso modo ci si può interrogare se una maggioranza possa far passare tante leggi ad personam, come in tutti questi anni è stato fatto dal Pdl e Lega, per salvare un presidente del consiglio, corrotto, dalla condanna.

In questi casi, oltre all’abuso c’è  un’inquietante torbidità sulle ragioni dell’impropria tutela della casta.  Se cadeva il capo, cadeva la maggioranza, cadevano i privilegi, da qui la forzatura delle infinte leggi, emanate solo per favorire il capo.

Questa non è la democrazia esercitata dal popolo, tramite i suoi rappresentanti, è un abuso di chi è stato eletto che si permette di proclamare leggi solo a proprio favore.

Si è trattato, in tutti questi anni, di una prova di forza della precedente maggioranza che voleva dimostrare la propria vitalità a qualunque costo, anche a costo di salvare mafiosi e corrotti. Reati gravissimi per i quali tutti i cittadini dovrebbero essere uguali di fronte alla legge.

Ma per non farli tutti uguali si sono fatte le leggi ad personam.  Le conseguenze sono evidenti a tutti, anche oggi, con l’ennesima prescrizione per l’ex presidente del consiglio. Un costo intollerabile per le istituzioni.

Alla fine siamo tutti noi cittadini vittime di un’arroganza e di una macchinazione, che non ha nulla a che vedere con la democrazia. Consideriamo se quello che fino a tre mesi fa abbiamo avuto  sia stato  un Parlamento che ha rappresentato i cittadini o piuttosto un coacervo di abusi di potere e di interessi privati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*