“Porta chiusa” al teatro Le Laudi di Firenze

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a porte chiuse da latuaclassedirigente.

Abbiamo avuto il piacere di assistere e applaudire una delle più celebri opere di Jean Paul Sartre, “A porte chiuse”, che Progetto Teatro ha portato sul palcoscenico del teatro fiorentino Le Laudi col titolo “Porta chiusa” per la regia di Monica Menchi che ne è anche una delle protagoniste insieme a Marcellina Ruocco, Rosario Campisi e Federica Miniati.

Per chi non conoscesse quest’opera del 1944 daremo di seguito una breve sinossi ma vorremmo prima dedicare i nostri più sentiti complimenti e gli applausi più calorosi all’interpretazione dei tre principali interpreti iniziando dalla formidabile Marcellina Ruocco che impersona Inès, una donna lesbica che ne ha sedotto un’altra convincendola ad uccidere il marito che era anche suo cugino e che non dà mai tregua agli altri due coinquilini della stanza, l’unica che non nasconde il reato per cui si trova in quel luogo simile all’inferno e che non permette di farlo né a Estelle, una donna dell’alta società che ha sposato il marito per denaro e lo ha tradito con un uomo più giovane, la bravissima Monica Menchi, né a a Garcin, un brasiliano che ha disertato durante la Seconda guerra mondiale e tradito ripetutamente la moglie, un perfetto Rosario Campisi. Federica Miniati ha il ruolo, soltanto all’inizio del dramma, del valletto che introduce ogni nuovo arrivato nella stanza che non ha né finestre né specchi e si capisce presto che è un luogo dell’inferno in cui tutti si aspettano di essere torturati ma dove nessun altro entrerà. Pian piano i personaggi si rendono conto di essere lì per tormentarsi a vicenda con domande e commenti sulla loro vita precedente, sui delitti, le miserie, i desideri e le passioni. Verso la fine del dramma Garcin scopre che la porta è sempre rimasta aperta ma né lui né Inès né Estelle sono ormai in grado di lasciare la stanza, imprigionati nella rete di rapporti che hanno creato. Garcin inizialmente odia Inès perché smaschera la sua codardia e tenta di sedurre Estelle ma a mano a mano che il dramma procede comincia a cercare il perdono di Inès come se solo la sua assoluzione potesse redimerlo.

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