“L’evoluzione dei veleni” al teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino

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l'evoluzione dei veleni da evolutionric.beepworld

“…è l’ignoranza l’ostacolo principale per la crescita evolutiva di un paese e della persona. I veleni sparsi ovunque e con qualunque mezzo servono a ben poco se poi non sono accolti e elaborati in un pensiero positivo. Al contrario possono essere considerati vere e proprie provocazioni fini a se stesse con intenti distruttivi e pericolosi. L’evoluzione dei veleni, di per sé, porta soltanto a morte e a distruzione ma avendo consapevolezza dei propri mali interiori, evitando la pigrizia e la passività, possiamo raggiungere mete inaspettate…”: voglio iniziare con le parole dell’autore e protagonista di “L’evoluzione dei veleni” in scena ieri sera al Teatro della Limonaia a Sesto Fiorentino che mi trovano perfettamente e totalmente concorde ed empatica.

Questo spettacolo scritto e interpretato da Riccardo Naldini con la collaborazione di Blanca Teatro e che si avvale, oltre che della sua straordinaria interpretazione, della proiezione di video a cura di Studio Nari ed Enrico Mercuri e delle foto di scena di Emiliano Pona, tratta argomenti che riguardano tutti, gay, lesbiche, bisex, trans, intersex ed etero e per parlarcene Riccardo Naldini interpreta ben sette diversi personaggi che, pieni di veleno, ci raccontano la follia quotidiana di alcuni orrori italiani e non solo.

Per la sottoscritta un’ora e mezzo di ininterrotte emozioni grazie alla poliedricità da animale da palcoscenico del protagonista che avevamo applaudito in “L’ultimo harem” ma che ci ha dispiegato davvero tutta la sua bravura in questo suo spettacolo in cui dà vita a uno strano americano che ci racconta di quanto siamo condizionati in tutto quello che facciamo e a un simpatico Mister TV che ci insegna le regole dell’apparire poiché dell’essere non gliene frega più niente a nessuno. Dolorosamente vero, poi, il ritratto del pedofilo il cui potere subdolo d’insidiare è reso perfettamente con delle mani enormi. C’è poi il malato terminale che ha sempre lottato per i suoi diritti e per denunciare cose e fatti di questa Italia sempre più malmessa e un religioso che non si riconosce più nella propria chiesa e ha problemi con il corpo e gli istinti. Riccardo Naldini interpreta poi una Madonna ermafrodita che viene da lontano per demolire i tanti “credo” della nostra religione  piena di perbenismo e convenzioni e un attore che si mette in prima linea col proprio lavoro e ci spiega com’è possibile fare una rivoluzione e mettersi l’anima in pace: una carrellata di personaggi in cui Riccardo dà il meglio di sé e in cui mette l’animae per questo voglio tributargli il mio personale applauso.

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