Santa Giovanna dell’immaginazione al teatro Lumière di Firenze

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santa giovanna dell'immaginazioneQuando ti emoziona, ti commuove, ti ammalia allora il Teatro ha raggiunto la sua meta, ha ottemperato la sua funzione e merita la T maiuscola: è quello che ha fatto ancora una volta, dopo che ci aveva regalato tutto questo con “Brendulo” al Nexus Studio, la straordinaria Silvia Frasson, narratrice immaginifica come ama definirsi lei, ieri sera al teatro Lumière di Firenze con “Santa Giovanna dell’immaginazione ovvero la storia di Giovanna d’Arco vista con i miei occhi”.

Ad accompagnarla in questa narrazione solo le musiche, eseguite dal vivo alla fisarmonica, di Stefania Nanni, nient’altro, né scenografie faraoniche né altri attori, solo lei, questo scricciolo di donna che contiene in sé la forza, l’energia, la passione di tutti i personaggi che riesce a interpretare e ce li regala talmente vivi che sembrano incarnarsi davanti ai nostri occhi così come i luoghi geografici da lei evocati.

E con le sue sole parole, i suoi cambi di tono, la sua inesauribile gestualità ci porta prima a Chiusi dalla sua amatissima nonna per poi “volare” in Francia prima a Lourdes, anzi Lùrdesse come la pronuncia la sua nonnina Assunta alla toscana, e poi nei luoghi che hanno visto la storia di Giovanna d’Arco, questa piccola grande donna che, illuminata dalla “chiamata” dal Signore a salvare la Francia dagli Inglesi, morì, appena diciannovenne, sul rogo.

Silvia ha detto che questo suo spettacolo compie dieci anni ma lei è capace di renderlo ogni volta nuovo tanto che alcune persone del pubblico che si erano commosse alle lacrime la prima volta che l’avevano visto sono tornate ieri sera per emozionarsi ancora: grazie Silvia, continua a immaginare queste storie e a narrarcele come solo tu sai fare.

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