Traffico di donne e bambini per la Cina

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Il  traffico di donne e bambini attraverso le frontiere della  Cina con Vietnam, Cambogia, Laos, Myanmar e Thailandia continua a crescere nonostante gli sforzi delle autorità per combatterlo.

Si tratta di donne e bambini.  Vi è grande richiesta di bambini per la  tradizionale preferenza delle famiglie cinesi per i maschi che vengono adottati illegalmente da coppie senza figli per  portare avanti la linea della famiglia e garantire assistenza per la propria vecchiaia. Per le donne, alcune  sono vendute come spose in Yunnan e Guangdong mentre altre, più sfortunate, sono costrette a prostituirsi nelle zone di confine. I ragazzi sono venduti per 40.000 yuan (6.000 dollari), mentre le ragazze per 30.000 yuan.

I bambini provenienti dal Vietnam sono  trasportati su zattere di bambù e oltre il confine per un lungo viaggio di Guangdong anche in bicicletta.

La maggior parte dei bambini  più piccoli vengono sedati con sonniferi per impedire loro di piangere. I bambini rapiti sono suscettibili di infezioni e spesso si ammalano di raffreddore e febbre e, a volte, soffrono di gravi problemi di salute. Tutti i bambini salvati sono  sottoposti a trattamento medico in Cina e  collocati in istituzioni assistenziali da parte dei servizi civili cinesi.

Contro i trafficanti occorrerebbe  una maggiore cooperazione internazionale ma le differenze nei sistemi giuridici, linguistici e nella raccolta delle prove sono ostacoli nella lotta contro la tratta.

I paesi dovrebbero superare differenze giuridiche e migliorare la comunicazione e l’informazione di intelligence e permettere  l’estradizione dei sospetti.

Negli ultimi anni le nazioni asiatiche hanno concordato diversi progetti comuni per affrontare il traffico  transfrontaliero di donne e bambini.

Nel 2004 Cina, Cambogia, Laos, Myanmar, Thailandia e Vietnam hanno firmato un accordo regionale e prevista  una riunione annuale degli alti funzionari. Pechino ha anche stabilito otto uffici di frontiera con i paesi vicini.

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