Il comitato “No Muos” anche a Modica

Print Friendly, PDF & Email

Cartello US Navy

Si costituisce a Modica il Comitato per dire NO al MUOS. L’incontro si terrà domani sera mercoledì 28 marzo alle 19.30 presso il Circolo Di Vittorio a Modica Alta, quartiere S.Giovanni.  Anche i modicani si uniscono al coro di proteste per bloccare la realizzazione da parte del governo militare americano della stazione MUOS in costruzione nel cuore della Riserva Naturale Orientata Sughereta appena fuori il centro abitato di Niscemi. Il MUOS è un sistema di comunicazione militare ad altissima frequenza composto da 3 trasmettitori parabolici basculanti del diametro di oltre 20 metri poggianti su torri di cemento armato di sezione e altezza di oltre 30 metri, per una cementificazione dell’area di ben 2000 metri quadrati. Un vero e proprio scempio della riserva, già SIC, sito di interesse comunitario, che pone stringenti vincoli a qualsiasi attività umana, proprio per tutelare l’ambiente, l’ecosistema e soprattutto la bellezza naturalistica del posto. Non si capisce allora come sia ammissibile la realizzazione della stazione MUOS e la presenza di una  base militare USA nel pieno della riserva. Ovviamente è una imposizione invasiva americana compiuta con la superficiale complicità  dei governi nazionale e regionale. Nel mondo esistono altre tre stazioni, in Virginia, nelle Hawaii e in Australia; tutti rigorosamente in aree desertiche. Il motivo è che i danni alla salute, oltre che ambientali, sono pericolosissimi. Non esistono ancora dati e rapporti concreti di Valutazione di Impatto Ambientale dell’opera eppure i lavori vanno avanti velocemente; c’è solo un rapporto di parte USA che ovviamente minimizza sui suoi possibili danni. In realtà secondo un’analisi contenuta in uno studio ad opera di un team di ricercatori del Politecnico di Torino, le antenne della potenza di 10 mila watt ognuna e una copertura dell’irradiazione elettromagnetica di 150 km sarebbero altamente dannosi per la salute delle persone esposte con rischi di malattie tumorali. Quindi tutte le popolazioni della provincia di Caltanissetta e delle province limitrofe sono a rischio. Secondo le ipotesi progettuali iniziali la stazione doveva essere installata presso la base militare USA di Sigonella, ma dai risultati di uno studio sull’impatto delle onde elettromagnetiche generate dalle grandi antenne del MUOS, elaborato per conto della Marina USA,  si affermava che l’impatto dell’irradiazione elettromagnetica poteva influenzare e danneggiare detonatori, armi, munizioni, propellenti ed esplosivi ospitati nello scalo aeronavale siciliano. Ebbene, allora nessuno ha ancora considerato o si vuole sottacere sulle interferenze dei trasmettitori MUOS sulle apparecchiature elettroniche dell’Aeroporto di Comiso? O si sa già che lo scalo di Comiso non sarà mai aperto? Ecco perché occorre mobilitarsi organizzandosi dal basso in comitati per informare e sensibilizzare tutti i cittadini su cosa sia il MUOS e sui suoi effetti dannosi e chiedere ai governi Nazionale e Regionale un confronto democratico con i territori interessati per impedire questo scempio.  I comitati e gli amministratori No-Muos dei centri interessati hanno intanto indetto una manifestazione prevista per il prossimo Sabato 31 marzo con concentramento dei partecipanti a Niscemi per ribadire la contrarietà a questa devastante opera e per chiedere con forza alla Regione Siciliana di fare un passo indietro in merito alle autorizzazioni rilasciate. Anche Modica farà la sua parte con il costituendo comitato di base ed invitando tutti a partecipare e sottoscrivere l’appello manifesto contro le decisioni intraprese in sede regionale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*