L’Italia svenduta in Asia?

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Il Presidente Monti sta facendo un lungo viaggio in Asia allo scopo di fare propaganda -come afferma- alla “nuova”Italia e per convincere ad investire nel nostro Paese strombazzando la sua riforma del mercato del lavoro che, costi quel che costi, presto sarà fatta e consentirà facili assunzioni a buon mercato e facili licenziamenti.
Trovo assai irritante che il Presidente parli di una “Nuova Italia” di cui si mostra come incarnazione. Una nuova Italia che sarebbe costituita dal Governo, dai partiti che lo sostengono, dai cittadini che approvano. I roghi umani che punteggiano le città italiane è come se non esistessero. Monti si inventa una attesa dei paesi esteri sulla riforma del nostro mercato del lavoro. Attesa che è credo soltanto sulle sua immaginazione.
Trovo sbagliato inutile e controproducente questa lunga trasferta in Asia del Capo del Governo. Certo  impetrare  la potenza della Cina quando il governo Berlusconi-Tremonti voleva addirittura alzarle contro barriere doganali è un bel salto della quaglia: dal dazio al cappello in mano! In Giappone potrebbe esaminare quel mercato del lavoro fondato sul mantenimento a vita del posto di lavoro e sul rispetto dei lavoratori e dalla Corea del Sud potrebbe studiare gli alti salari i primi della scala OCSE. Ma lo scopo del viaggio è un altro ed è  inutile e dannoso per l’Italia.
Il problema del nostro Paese non è quello di attirare con  un mercato del lavoro di schiavi investimenti esteri quanto invece di analizzare profondamente la propria struttura industriale per individuare i punti di rilancio e di rafforzamento. Non dobbiamo prevedere una fase di colonizzazione straniera della nostra economia che purtroppo parla straniero già in moltissime delle sue branche fondamentali quanto di sviluppo e di sostegno della nostra imprenditoria. Noi possiamo ricrescere sviluppando il “nostro” sistema industriale. Possiamo andare oltre i distretti devastati dalla crisi e proporci obiettivi nuovi.
Credo che scopo vero del viaggio di Monti sia la privatizzazione di importanti industrie tuttora controllate dallo Stato. Vuole vendere FinMeccanica Eni le quote Enel per ricavarne soldi da buttare nel calderone del nostro debito pubblico. Svendiamo quanto resta dell’Italia quinta potenza industriale del mondo per arricchire le banche. Ma quando avremo venduto tutto ci resteranno soltanto gli occhi per piangere e diventeremo un luogo dove i ricchi del mondo verranno in villeggiatura. Per potere vendere tutto ha bisogno di liberare Finmeccanica Eni e quant’altro  dei dipendenti. Sappiamo che i grossi managers la faranno franca ma centinaia di migliaia dovranno andarsene senza alcuna “giusta causa” che li protegga.
Per questo il Presidente Monti è tanto nervoso ed arriva ad insultare i partiti e quanti non si affrettano a favorire i suoi piani. Ha avuto mandato di svendere tutto da coloro che lo hanno messo in cima al governo italiano.  Dopo la Grecia e la Spagna l’Italia sarà liquidata e ridotta alle condizioni in cui era nel dopoguerra e prima della ricostruzione. Un campo di macerie.
Non ho dubbi che gli interessi dell’Italia (e non solo dei lavoratori) non coincidono con quelli che rappresenta Monti. Il capitolo privatizzazione che si sta inscenando dal tour estero sarà il colpo di grazia che ci toglierà il futuro.
Meglio mandare questo signore a casa prima che la rovina ci trascini tutti in fondo ad un pozzo dal quale sarà difficile riemergere.

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