La sfumata coerenza di Monti

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Durissimo è stato Monti quando ha ribadito che il governo non vuole la concertazione con i sindacati, come se la concertazione fosse una sorta di inciucio che sporcasse il biancore lucente di questo governo.

Ma l’inciucio il governo ed il Parlamento lo hanno fatto con i tassisti, con i farmacisti, con le banche, con i notai e le varie lobby. Con i farmacisti, per esempio, è stato concesso loro il monopolio del farmaco a totale carico dell’assistito, in cambio dell’apertura di qualche farmacia in più. La conseguenza la si nota già, conservando il monopolio del farmaco a pagamento, le farmacie non praticano neppure più quel misero sconto del 10% che fino ad un mese fa applicavano.

E’ giusto che si dica che i sindacati non debbono avere il potere di veto, ma poi non si dovrebbe permettere che lo abbia Mediaset sulle frequenze televisive  e neppure la Chiesa Cattolica su altre questioni.

Non si può pensare che si decida da soli senza consultare le parti sociali sostenendo che queste non rappresentano tutti. È vero non rappresentano tutti, ma allora si allarghino la rappresentanza  ad altri soggetti. I giovani per esempio, i precari, i licenziati, i lavoratori in nero.

In una democrazia raggiungere accordi è fondamentale e si deve concertare non solo con i più forti, ma soprattutto con i più deboli per aiutarli.

Sfidare i poteri forti è cosa da forti e coraggiosi, ma sottomettervisi è vigliaccheria. Sfidare i deboli è cosa facilissima, ma indegna di un governo serio, sobrio, equlibrato e vocato alla crescita, come questo governo si è definito.

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