Un calcio all’equità e alla costituzione

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L’articolo 53 della Costituzione recita:«Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri dI progressività».

Un principio sacrosanto che, molto spesso, è disatteso, soprattutto negli ultimi provvedimenti legislativi “anticrisi”.

Un esempio di tradimento del dettato costituzionale è il “Decreto fiscale” del 2 marzo u.s. che ha esteso la Mini-patrimoniale anche ai depositi bancari (compresi i conti-depositi online) e postali:

Pagheremo l’1 ‰ sul nostro patrimonio attraverso le banche o altri intermediari finanziari, quindi alla fonte.

E qui casca l’asino, nel senso che si scopre l’ennesimo inganno ai danni dei cittadini onesti e più poveri.

L’aliquota per il 2012 è l’1 ‰ (0,1%) ma con un minimo di 34,2 euro ed un massimo di 1.200 euro.

Non ci vuole una laurea in matematica per capire che per un pensionato che ha un conto corrente presso le poste di 2.000 euro dovrebbe pagare 2 euro e invece deve sborsare 34,2 euro, come se avesse in deposito 34.200 euro.  Un milionario che ha un deposito di  20.000.000 euro, invece, pagherà al massimo 1.200 euro.

Dal 2013 l’aliquota sale all’1,5 ‰, scompare la soglia massima, mentre rimane attiva quella minima.

Riprendendo lo stesso esempio, nel 2013 , quando verrà abolita la quota massima, e l’aliquota sale all’1,5 ‰, il deposito di 20.000.000 di euro dovrà pagare 30.000 euro, il deposito di 2.000 mila euro pagherà ancora 34,2 euro.

Il milionario pagherà un po’ di più ma il piccolo risparmiatore pagherà in proporzione aliquote ben superiori all’1,5‰.

Questa legge sulla patrimoniale non ha senso, se si accanisce contro chi ha pochissimo in deposito o in  libretti di risparmio, tanto che conviene tenere i 2.000 euro sotto il materasso.  Per me, è chiaramente anche anticostituzionale.

No ho trovato finora nessuno che abbia detto che questo prelievo così com’è impostato è iniquo, anticostituzionale e nessuna associazione di consumatori, per ora, a mia conoscenza, sembra essersene accorto o fatto carico.

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