“Cronache di poveri amanti” al Saloncino del Teatro della Pergola di Firenze

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Via del Corno esiste davvero, è nel cuore di Firenze, a due passi da Palazzo Vecchio, ed è in quella strada che lo scrittore fiorentino Vasco Pratolini ha immaginato avvengano le sue “Cronache di poveri amanti” che Carlo Lizzani e Massimo Mida hanno ridotto per il teatro e che il Cenacolo dei Giovani – Teatro del Cestello hanno portato sul palcoscenico del Saloncino del Teatro della Pergola (una sorta di dependance di lusso al primo piano del teatro che, ammettiamo la nostra ignoranza, abbiamo scoperto solo ieri sera grazie a questo spettacolo), diretti da Marcello Ancillotti che ha curato anche le scene insieme a Cecilia Micolano, i costumi di Veronica Pattuelli e Maria Sole Migliozzi e il disegno luci di Lorenzo Degl’Innocenti.

I nostri primi complimenti vanno a questo staff tecnico perché non era facile dare un’idea delle decine di scene di vita che avvengono in via del Corno (più di cinquanta, ci ha detto il regista) su un solo palcoscenico e cè perfettamente riuscito grazie alle belle idee sceniche e alle luci scelte oltre che ai pertinenti abbigliamenti del nascente periodo fascista.

In via del Corno s’intrecciano le vite, gli amori e i piccoli drammi di un gruppo di uomini e donne, cronache, appunto, di poveri amanti che diventano storia perché l’amore e la politica sono strettamente collegati in questo testo di Pratolini per il quale, com’è scritto nelle note di regia, “la vittoria non è mai conclusa, definitiva ma dietro l’angolo, c’è la possibilità di riscatto e di rivalsa”: il fatalismo ottimistico di Pratolini.

cronache di poveri amantiUn cast davvero numeroso, più di venti attori e attrici, tra cui, com’è naturale, ci sono alcune eccellenze ma vogliamo tributare il nostro applauso e il nostro “bravo” a tutti e tutte, è stato davvero uno sforzo collettivo anche a in termini di durata dello spettacolo, di entrate e uscite cronometrate per dare l’idea dei vari momenti di vita in via del Corno, di lotte fisiche vere per rendere il clima di tensione in quel periodo storico. Ottima l’idea registica, che non vi vogliamo svelare, per connotare  la Signora, una ex maitresse, che incarna il potere in quella via, e bellissima pure l’escamotage per concludere il primo atto, una scena collettiva di forte impatto visivo: complimenti.

Pubblico numeroso nelle due serate precedenti nonostante il tempo atmosferico non proprio ad hoc, si replica ancora stasera, vi consigliamo vivamente di esserci, se lo meritano.

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