“Il gioco dell’amore e del caso” al teatro della Pergola di Firenze

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il gioco dell'amore e del casoUno spettacolo nello spettacolo ammirare la Pergola piena in ogni ordine di posti, come da tempo non si vedeva, per accogliere la prima nazionale della prima produzione teatrale della nuova Fondazione Teatro della Pergola: “Il gioco dell’amore e del caso” dello scrittore francese Marivaux, la commedia degli equivoci che inaugurò, nel lontano 1730, la Comediè Italienne a Parigi nell’adattamento di Giuseppe Manfridi per la perfetta regia di Piero Maccarinelli.

I costumi, allegri e colorati per rendere il divertimento del testo,  sono di Gabriella Pascucci, premio Oscar, e le scene del visual artist fiorentino Giacomo Costa, che ha creato un fondale a light boz digitale che cambia colore per darci l’idea di un viale immaginario: i nostri complimenti e applausi a entrambi. Completano il cast tecnico le musiche di Antonio Di Pofi e il light design di Umile Vainieri.

E ora vogliamo tributare i nostri applausi, convinti e sinceri, a tutto il cast: per una volta, e in questa stagione mi è successo raramente (e chi mi legge lo sa), tutti gli attori e le attrici del cast meritano un applauso e un “bravo”, ognuno e ognuna di loro ha saputo tratteggiare il proprio personaggio in modo, secondo il nostro parere, deliziosamente ironico sia con la gestualità che con la recitazione, Fabrizia Sacchi è la travolgente e divertente cameriera napoletana, e Francesco Montanari, il suo “corrispondente”, un comico “burino” romano, Antonia Liskova è la raffinata marchesa in attesa di conoscere il fidanzato che è impersonato da Paolo Briguglia, delicato e tenero, Emanuele Salce è il marchese padre che vuole solo il bene della figlia, e Sandro Mabellini è lo scanzonato fratello della promessa sposa.

“Da tempo desideravo affrontare la squisita tessitura drammaturgica di Marivaux. Questo testo è scevro da ogni psicologia e crea un gioco strutturale pulitissimo. Si può dire che siamo di fronte a teatro allo stato puro” ha dichiarato il regista Piero Maccarinelli: lo ringraziamo per averlo fatto, ci ha davvero regalato novanta minuti, appunto, di “teatro allo stato puro”.

Concludiamo con le parole di Marco Giorgetti, direttore generale della Pergola “Tutte le caratteristiche di questa produzione corrispondono ad una linea progettuale futura che ha a che fare coi giovani e che nella scelta attoriale è fortemente connaturata col contemporaneo. Il nostro messaggio è: fare qualcosa di nuovo”.

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