“La fuga di Casanova” al teatro Lumière di Firenze

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la fuga di casanova

Finale in bellezza per la stagione del teatro Lumière che ha concluso oggi il suo ricco cartellone con “La fuga di Casanova”, drammaturgia di Maurizio Lombardi che si è basato sulla raccolta di racconti e poesie, le Memoires stesse, di Casanova, oltre che su scritti originali dedicati al celebre amatore veneziano. Maurizio Lombardi ha curato la regia dello spettacolo oltre che le scene e ne è stato l’interprete principale insieme a Camilla Dania e Pierfrancesco Scannavino; i costumi sono di Clelia Catalano.
La storia descrive un momento preciso della vita di Casanova il quale, ormai vecchio ed esiliato nel castello di Dux in Baviera, nell’ultimo giorno del 1799 riceve la visita inaspettata di una ragazzina che gli dichiara, imprevedibilmente, amore eterno. Incredulo e irascibile ma anche consapevole della sua fine Casanova inizia, con fatica, un dialogo con questa ragazza la quale cerca di far breccia nel suo cuore e, nel frattempo, tenta di capire cosa sia realmente l’amore.
Il testo creato da Lombardi si presta a molteplici letture: può essere visto come un confronto tra il vecchio secolo che sta finendo e la nuova generazione che si afferma, può essere una richiesta d’aiuto, d’amore, di conoscenza da parte di Casanova e alla fine un passaggio di testimone tra il veneziano e la giovane fanciulla.
Quello che ci ha colpiti fino a emozionarci come raramente ci è capitato fino a questi livelli è stata la poesia del testo, breve ma intenso e, soprattutto, la recitazione, la magia e il fascino che le parole pronunciate hanno creato in molti di noi, come dice Lombardi “la parola si fa corpo e anima di un’epoca ormai lontana”. Di Lombardi conoscevano la preparazione e la bravura e non ha deluso le aspettative, straordinario; ci hanno colpito positivamente, soprattutto per l’età anagrafica, ventitré anni entrambi, i due giovani attori che lo hanno affiancato, Camilla Dania nel ruolo della giovane che si propone col suo amore a Casanova e Pierfrancesco Scannavino che interpreta il servitore Jacques, coetaneo di Casanova e da sempre al suo servizio: formidabili, auguriamo loro un futuro roseo sulle tavole dei teatri date le premesse viste oggi.
Ancora un esempio di teatro che emoziona, che è spettacolo.

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