Sudan: scontri e tentativi di pace

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La situazione fra il Sudan e il sud-Sudan stenta a normalizzarsi e sanguinosi scontri si alternano a tentativi di pace.

Il Sud Sudan di prevalente religione cristiana, ha ottenuto secessione dal Sudan tutto islamico, nel mese di luglio, sei mesi dopo un referendum approvato con un accordo di pace del 2005 che ha concluso due decenni di guerra civile che ha provocato la morte di più di 2 milioni di persone. Rimane però la questione della delimitazione dei confini non ancora risolta. Il principale tema di contesa è la regione di Abyei, ricca di petrolio.  Era  stato originariamente previsto un referendum che però non si è mai fatto  in quanto le due  parti non sono riuscite ad accordarsi su chi vi può partecipare.

Ci sono 3.800 peacekeeper delle Nazioni Unite in Abyei dopo che il Consiglio di Sicurezza ne ha autorizzato il dispiegamento nel giugno dello scorso anno.

Il Sud Sudan ha annunciato che ritirerà tutte le sue forze armate  dalla regione contesa al confine con il Sudan e si è impegnata ad arrestare tutti i combattimenti.

La decisione di ritirarsi da Abyei è stata presa in una riunione di gabinetto presieduta dal Presidente Salva Kiir.”Tutti questi gesti di pace sono stati fatti per riaffermare e dimostrare con misure concrete il vero impegno del mio governo per trovare una soluzione pacifica alle questioni in sospeso con la Repubblica del Sudan”.

Ma a Khartoum, il presidente sudanese Omar al-Bashir ha dichiarato lo stato di emergenza nelle  zone di confine senza fornire  ulteriori dettagli. Gli sviluppi del  conflitto ha sollevato interrogativi sulla efficacia degli  sforzi delle Nazioni Unite per porre fine a più di tre settimane di scontri di frontiera tra Sudan e Sud Sudan ed  evitare una vera e propria guerra nella  regione produttrice di petrolio.

Il Sudan cerca sostegno della Russia: il ministro degli Esteri del Sudan ha incontrato  il suo omologo russo, nella speranza di assicurarsi l’appoggio del tradizionale alleato nella sua sanguinosa disputa territoriale e per il petrolio  con il Sud da poco indipendente.

I colloqui seguono il rifiuto del Sudan di una decisione dell’Unione africana di chiedere al Consiglio di Sicurezza dell’ONU di  approvare il suo appello alle due Sudan per arrestare rapidamente le ostilità e completare un patto di pace entro tre mesi.

La Russia, che esercita un potere di veto al Consiglio di Sicurezza, respinge  in genere tutte le sanzioni contro le parti coinvolte in conflitti regionali o interni che infuria in Medio Oriente cercando di salvare i suoi tradizionali alleati.

Il conflitto ha fermato quasi tutta la produzione di petrolio in entrambi i paesi, danneggiando le loro economie gia povere.

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