Il poliedrico Robert Fripp e il favoloso “The wine of silence”

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Dopo il magnifico album del 2011 “A scarcity of miracles”, realizzato con Jakko  Jakszyck, Mel Collins, Tony Levin, Gavin Harrison come “A King Crimson Project” , il poliedrico Robert Fripp, mente indiscussa delle svariate evoluzioni del Re Cremisi, ha dato alle stampe il favoloso “The wine of silence”. In questo mastodontico progetto hanno collaborato Andrew Keeling e David Singleton che hanno rivisitato i soundscapes di Fripp avvalendosi della  “The Metropol Orkest” diretta dal maestro Jan Stulen, trascritte  dal chitarrista Bert Lams. Tutte le composizioni sono di Fripp  eccetto Black Light di Fripp, Singleton  e Miserere Mei di Fripp, Keeling, Singleton. Le collaborazioni tra Fripp, Keeling , Singleton cominciano nel 1999, il volere eseguire i soundscapes di Fripp con un orchestra all’ inizio sembrano  un esperimento che in qualche modo cozzerà. Messi di puntiglio Keeling, Singleton , Stulen e Lams alla fine sono riusciti ad ottenere un’ opera dai contenuti eccelsi. L’ammaliante album  è  aperto dal brano “Pie Jesu” , gia al primo ascolto e- una sorpresa perche- non sembra che i soundscapes siano ottenuti con strumenti ad arco. Si prosegue il viaggio su lidi mai esplorati venendo avvolti dalle note sognanti di “Midnight blue”. Il terzo sigillo “Black Night” si sviluppa sulle linee disegnate dai violini e  delle viole. Il brano “Miserere Mei” è basato sulle voci del coro che riescono ad emulare il suono dei soundscapes. Si prosegue con la fascinosa “Requiescat” colorata dagli ottoni per poi svilupparsi sulle linee ricamate dagli strumenti ad archi, i cori condensano l’aria del tema.  Questo ennesimo capolavoro  di Fripp si conclude con “Pie Jesu”, dove le elaborazioni dei soundscapes sono di una ricerca sopraffina. Un capolavoro da ascoltare all’infinito, tutte le volte che si vuole ripulire l’aria da scorie musicali. Fripp dice: “Quando il mondo ha bisogno di nuove emozioni musicali, la mia mente si mette in moto e in gioco, sperando di non sbagliare”. Fripp, dal 1969, non sbaglia un colpo.

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