Allegretto al teatro di Cestello di Firenze

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allegretto per bene ma non troppoQuesta mia prima stagione teatrale fiorentina non finisce ancora di stupirmi in positivo, ieri sera ancora un altro spettacolo da mettere nella colonna dei più belli nella mia personale lavagna: “Allegretto ma non troppo” di Ugo Chiti al Teatro di Cestello per la regia di Lorenzo Degl’Innocenti, le scene di Marco Ancillotti e le elaborazioni sonore di Livio Nappo.

Ugo Chiti ha immaginato che due vicende di cronaca nera si svolgano, in parallelo, durante il ventennio fascista, nello stesso paese che è in fermento per l’arrivo di Mussolini e che questi due eventi turbino la coscienza perbenista di questa comunità di persone che decide di attribuire la colpa del primo dei due fatti, con uno studiato, feroce, lento linciaggio morale, al più debole della comunità, totalmente ignaro e innocente; i personaggi di questa storia corale sono intrisi di un pregiudizio e di un razzismo così viscerale e vile che li porta a compattarsi contro la vittima designata. Questa loro vigliaccheria, questa loro totale mancanza d’amore,  questa loro aridità è “il terreno fertile”, come dice il regista, “su cui si sviluppa il germe della guerra, di ogni guerra” e questo paese diventa quindi, il perfetto microcosmo dell’umanità intera.

Inizio i miei complimenti con il regista, Lorenzo Degl’Innocenti, che ha saputo mettere in scena uno spettacolo avvincente ed emozionante, pieno di pathos come raramente ci è capitato di applaudire avvalendosi di un cast numeroso e di ottimo livello. Inizio i miei complimenti e applausi alle due pettegole del paese, Viola e Olimpia, interpretate da Manuelita Baylon e Silvia Santini, formidabili, e poi il “ducetto” Giorgini, il cattivissimo e credibile Lorenzo Lombardi, commovente la formidabile Claudia Signorini nel ruolo di Domenica e Sestilio, suo marito, il bravo Alessandro Grisolini, perfetta nel ruolo della cameriera Ginecriste Carolina Pezzini; emozionanti, soprattutto nella scena finale, Maurizio Pistolesi, il fascista Apolloni, e Stefano Miniati nel ruolo del Tonchio, un “debole” del paese. Bravo anche Jacopo Biagioni nel ruolo del podestà e Angela Tozzi sua moglie Ottavia, Serena Mannatrizio nel ruolo di Adina, la moglie del ducetto, Remo Masini il “proposto”, il sacerdote del paese, Piera Dabizzi la signorina Salimbeni, Gianni Andrei il medico del paese e Virginia Billi che è Milenina, la nipote del prete e un’altra “debole” del paese.

Uno spettacolo, come avrete capito, da non perdere, viene replicato fino al 27 maggio: andateci, ne vale davvero la pena.

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