Sensi in migrazione al teatro delle Spiagge di Firenze

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sensi in migrazioneAccoglienza, calore, attenzione, simpatia, professionalità, emozioni: tutto questo e molto altro ho provato ieri sera salendo sul tetto di un supermercato ed entrando nel Teatro delle Spiagge in via del Pesciolino dove è iniziata la terza edizione di “Sensi in migrazione – Feste artistiche multietniche” organizzata da Teatri d’Imbarco e da Cultcube.

È difficile spiegare in una sola parola cosa sia stato questo evento così originale ed emozionante che si ripeterà ancora questa sera e domani: è iniziato con un buffet etnico, colorato e variegato, gentilmente offerto agli spettatori e poi il primo momento di teatro, all’aperto, nel cortile, con alcune letture di scene tratte da “Poco sopra i maiali” di Viviano Vannucci a cura di Marco Natalucci, Marco Cappuccini e Valentina Testoni, attori della compagnia Teatri d’Imbarco. E qui prima grande emozione, inaspettata e, per questo, ancora più forte tanto da provocare, mai successo recentemente, le lacrime insieme al sorriso e di questo ringrazio questi tre formidabili attori che hanno interpretato una storia i cui protagonisti sono due extracomunitari, migranti quindi, e le loro traversie lavorative nel nostro paese.

La nazione “ospite” di ieri sera che ci ha regalato alcuni momenti tipici della propria cultura era la Georgia; si sono esibiti sul palco due cantanti, un poeta e una danzatrice dell’associazione Georgiana Jaleti (che raggruppa le persone di questa etnia che vivono a Firenze) i quali, nonostante l’ostacolo della lingua, sono riusciti a trasmetterci “sensi in migrazione” prendendo in prestito il titolo della rassegna. Da brava linguista quale sono mi sono soffermata, poi, a scambiare qualche parola con una di loro e mi ha affascinato vedere i caratteri grafici del georgiano, che non conoscevo e che sono simili a merletti tondeggianti e approfondire la pronuncia della loro lingua che ha suoni molto gutturali.

La conclusione della serata è stata altrettanto magica ed emozionante, da trattenere il fiato: Daniela Morozzi e Leonardo Brizzi, con la partecipazione di Maria Grazia Campus, hanno messo in scena, questa volta nel teatro al chiuso, “Mangiare, bere e dormire – storie di badanti e badati” scritta dagli stessi artisti, con la collaborazione di Beatrice Ficalbi per le luci e gli elementi scenici. E’ un collage di storie vere, vissute e raccontate da donne di varie nazionalità che si trovano a fare le badanti nel nostro paese, donne che vengono dalla Somalia, dal Senegal, dalla Romania, dall’Ucraina, dalla Bulgaria, una realtà sempre più radicata in Italia, vista come il Belpaese, l’Eldorado, e di cui, purtroppo, si parla poco lasciandola spesso rinchiusa all’interno delle mura domestiche. Lo spettacolo è nato dalla collaborazione con l’associazione interculturale “Donne Nosotras”.

Questa sera si replica con nuovi gruppi culturali presenti e, quindi, nuovi sensi in migrazioni e nuove emozioni per tutti i sensi.

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