Al Teatro delle Spiagge ancora Sensi in Migrazione

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teatro delle spiaggeIl Teatro delle Spiagge non finisce ancora di stupirci: ieri sera secondo appuntamento con “Sensi in migrazione” e stesso calore accogliente, stessa varietà di colori e lingue, stessa voglia di regalare cultura e arte in tutte le sue forme nonché soddisfare anche il palato con il buffet multietnico.

Tre i momenti “forti” della serata, il primo quando è salita sul palco all’aperto Ella Armstrong che si definisce la figlia del grande Luis ma su questa paternità sussistono ancora molti dubbi; Ella ha parlato del suo impegno per l’Africa, la terra dei suoi avi pur essendo lei nata altrove, e in particolare per il Benin invitando il pubblico allo spettacolo che terrà il prossimo 31 maggio all’ObiHall di Firenze  per parlare della schiavitù, delle ragioni di questo esodo che, dopo tanti secoli, continua ancora anche se non è più chiamata schiavitù ma emigrazione consenziente, alimentata dalla speranza di una nuova vita migliore lontano dalla propria terra. Questo spettacolo è stato creato per aiutare l’associazione “CESOREA” del Benin a creare un villaggio per piccoli e grandi orfani ad Athieme.

Due brevi attimi musicali, poi, a cura di Alessandro Ricci e i suoi flauti dolci con cui ha suonato due brani del ‘500 e Giuseppe Acquaviva con la sua chitarra che ha rielaborato, a modo suo, la celebre Imagine di Lennon.

Ed ecco il secondo momento “forte”, quello teatrale: Valentina Testoni, Marco Cappuccini e Leonardo Venturi hanno drammatizzato alcuni scene tratte dal testo “Facile a dirsi” di Stefano Ventisette e Stefano Vignoli sul mondo rom, uno dei popoli che più incarnano la migrazione e su cui la xenofobia trova, purtroppo, terreno molto fertile; ne abbiamo continue testimonianze dettate dall’ignoranza sulla storia di questo popolo, l’aggettivo “zingaro” ha ormai un’accezione negativa, li chiudiamo in campi per tenerli a distanza: bravissimi i tre attori e bravi gli autori a parlarne.

La serata è stata poi conclusa dall’esibizione di un formidabile gruppo di giovani danzatori peruviani dell’associazione “Viva el Perù” che ci hanno regalato, attraverso i coloratissimi costumi, le musiche e i gesti tipici della loro tradizione, gocce della loro cultura; personalmente mi ha commosso il ringraziamento di uno di loro verso l’Italia, e Firenze in particolare, perché li ha accolti e dà loro modo di vivere dignitosamente.

Ma prima dello spazio-danza c’è stato il terzo e ultimo momento “forte” della serata, la presentazione del libro “Ci sarà una volta. Favole e mamme in ambulatorio” di Andrea Satta, medico pediatra a Valmontone che ci ha raccontato la genesi di questo suo splendido libro che si avvale delle illustrazioni di Sergio Staino. Questo medico-musicista che ama profondamente la sua professione-missione, dotato di un’ironia rara e travolgente, constatato che ha piccoli pazienti di 35 nazionalità diverse provenienti da tutti e cinque i continenti, ha avuto l’idea di invitare alcune mamme, italiane e straniere, nel suo ambulatorio ogni lunedì per raccontare una delle fiabe che a loro stesse, da bambine, venivano narrate; da questi “lunedì in ambulatorio” è nato questo libro i cui incassi sono totalmente devoluti a un progetto di Emergency e che ha già provocato una “reazione a catena” tra altri pediatri, come ci ha raccontato il dott. Satta, che hanno dato vita alla stessa iniziativa nei loro ambulatori.

Ancora una serata di multietnicità e multiculturalità all’insegna dell’accoglienza, stasera è il turno di altri colori, altre musiche, altri contributi ai nostri sensi.

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