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In un clima italiano un po’ “strano” e drammaticamente complicato, ridere acquista una connotazione quasi sacra, voluta, sperata, disperata. La commedia in tre atti “Biscotti alle noci” di Nino Criscione ha rappresentato un “toccasana” per l’anima.

L’Associazione culturale “Charlie Chaplin” ha mostrato il cuore regalando al pubblico quella cura necessaria allo spirito per poter esorcizzare la “gravità” della vita quotidiana.

Abbiamo assistito ad una commedia esilarante dove le apparenze si mescolano alla realtà, dove viene messo in discussione il “contratto matrimoniale” attraverso le occasionali tentazioni.

Un uomo ed una donna si ritrovano a condividere lo steso appartamento che si trova strategicamente tra le Poste (lavoro di lei) ed il Comune (lavoro di lui).

Da qui nascono equivoci, dubbi, ammiccamenti tra la coppia e l’ inquilina del primo piano dello stesso stabile, bigotta zitella sorella di un porporato ma anche brava pasticcera: sono dell’anziana donna gli squisiti biscotti alle noci che danno il titolo alla commedia.

Il tutto condito dal cinico e stratega agente immobiliare che ben architetta la convivenza forzata dei due e dal sempliciotto portiere invadente e spia dell’anziana donna.

Classica commedia degli equivoci, storie di corna consumate solo in apparenza con il classico “lieto fine” che gratifica e soddisfa la vecchia guardia del tradizionalista amante della famiglia che, pur di farla restare unita, sacrifica il sentimento più intimo e vero.

In ordine di apparizione in scena, lo spettatore conosce per primo l’agente immobiliare Caciotti Gino, l’attore Antonio Sturiale, che ben ha saputo tenere la padronanza di scena strappando sorrisi genuini. Sua è un’interpretazione comunicativa, naturale, slanciata adattando la mimica in modo appropriato a seconda del personaggio e dell’argomento affrontato.

Un’adeguata Emilia Greco veste i panni dell’impiegata postale Candè Gina costretta a dividere l’appartamento con l’impiegato comunale. L’attrice istrionica e versatile è convincente soprattutto quando lascia trasparire la sua effimera ma intensa attrazione per l’aitante sconosciuto “convivente” suo malgrado.

Ci colpisce la sua espressione dolce, la sua recitazione ora pacata, ora convulsa ma sempre convincente nella sua intensità.

L’attore Vittorio Costa è il segretario comunale Lino Cavalli, uomo sicuro di se, del suo fascino e delle sue potenzialità. Naturale la sua interpretazione di grande affiatamento con la partner scenica, volutamente “goffo” in alcuni momenti ma sempre ben ancorato al personaggio.

Il portiere Leone Mansueto è simpaticamente caratterizzato dall’attore Mario Chiarenza che di questa commedia è anche il regista. Il suo personaggio è buffo, servile ma nello stesso tempo furbo ed istintivo.

Nel ruolo della fortunata zia di Gina, Anna Candè, vincitrice di un’automobile ad un quiz televisivo, troviamo l’attrice Cettina Brancato. Brava e risoluta, invadente e piena di pregiudizi rende credibile la sua interpretazione d’impatto. L’attore Salvo Di Mauro è il vero marito di Gina, Rino Candè. Il suo personaggio adopera un linguaggio ed una gestualità un po’ rozza, violenta; disperato e corroso dal tarlo della gelosia per sospetto adulterio, si calmerà pacatamente quando la trama si concluderà in un acclamato lieto fine.

L’attrice Lidia Scuderi interpreta Assunta Cavalli, moglie reale di Lino che, irruenta e imperiosa, irrompe nell’appartamento comune come uno tsunami. Grande passione scenica quella di Lidia Scuderi, attrice istrionica ed appassionata.

Un plauso personale alla bravissima Rosaria Mngiù che da voce, corpo e postura a Fina Carciò, anziana e bigotta inquilina dello stabile. Impeccabile, giusta nei toni quasi a fondersi con il personaggio stesso facendolo suo in una completezza ammirevole.

I suoi “biscotti alle noci” sigillano il trionfo dell’amore. Ma sarà poi vero amore o solo l’indegna vittoria delle apparenze, della ragione sul sentimento?

Al pubblico l’ardua sentenza.

biscotti alle noci

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