Pane amore e fantasia

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A chiusura di una fortunata stagione teatrale, l’associazione culturale “I Siciliani” diretta da Matteo Favara, regala al pubblico del Teatro “Sipario Blu” di Catania tante risate salvifiche in un momento di grande difficoltà che il paese attraversa.

La commedia in due atti “Pane amore e fantasia” di Favara ricorda nel titolo il celeberrimo film anni cinquanta dove i bravissimi Vittorio De Sica, Gina Lollobrigida e Tina Pica raccontavano uno spaccato realistico dell’Italia dei sacri valori della famiglia ma anche dell’insana e pregiudizievole mentalità bigotta.

Racconta di una famiglia composta da un padre vedovo e disoccupato e due figli, un bambino ed una ragazza romantica ma anche molto realista che è una guida efficiente ed ottimista del genitore autolesionista. Corteggiatissimo dalla vicina di casa pasticcera, tra la visita della sorella lontana, di spasimanti e di un rapinatore inesperto la trama scorre naturalmente ed in modo esilarante suscitando risate ed applausi a scena aperta da un teatro sold – out.

La regia è dello stesso autore, Matteo Favara, le scene di Aldo Calcina, luci e fonica di Michelangelo Spoto, il rammentatore è Stefano Nicotra.
Una compagnia teatrale ben amalgamata con evidente intesa scenica. Appropriati gli inserimenti musicali cantate dall’attrice Enza Stancanelli che interpreta la figlia di Felice, Giulietta.

Matteo Favara è il protagonista, Felice Arriva, sfortunato uomo disoccupato che spera di far fortuna attraverso il gioco del lotto. L’attore è libero nei movimenti, la sua mimica appropriata ed istrionicamente passa da una scena all’altra in modo naturale. La vicina di casa proprietaria di una pasticceria Mariarosa è la sorprendente Rosita Trovato. Esilarante la sua caratterizzazione vocalmente grintosa, veloce nel verbo ed energica nei movimenti. L’attrice ha saputo attirare simpatie utilizzando il suo talento e dimostrando grande affiatamento scenico con il protagonista. Adeguati gli attori Giuseppe Leonardi che ha vestito i panni del “pestifero” e sognatore fratello di Giulietta, Sariddu, e l’attore Antonino Ferlito, il ragionier Passolungo corteggiatore insistente di Giulietta, goffo e fuori dal tempo.

Brava e con i tempi comici giusti l’attrice Franca Seminara, Concetta sorella di Felice che, lasciata dal marito si rifugia in casa Arriva. Il suo intercalare nominando i santi che danno nomi ai paesi (San Pietro Clarenza, S. Giovanni La Punta, solo per citarne alcuni), strappa applausi e risate meritate.

Il figlio di Mariarosa, Vincenzo, innamorato ricambiato di Giulietta è l’istrionico Santo Palmeri, prima pasticcere nel laboratorio della madre, poi impiegato comunale. L’attore riesce a creare una bella sintonia con il pubblico. La su interpretazione è esilarante e naturalmente spensierata.

L’improvvisato ed imbranato ladro Crocifisso Martoriato in casa Arriva è l’attore Pietro Coco, sufficientemente convincente.

Il finale non è scontato ma lascia intuire allo spettatore che Mariarosa riesce a conquistare le simpatie di Felice. L’abnegazione e la bontà della donna crea un’atmosfera romantica. Lui accetta il lavoro nella pasticceria della vicina e la figlia Giulietta si fidanza con Vincenzo, figlio di lei. Una commedia di buoni sentimenti scritta ed interpretata con il cuore.

Ed è proprio il cuore a vincere sempre, in scena come nella vita.

Alla prossima.

rosita

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