Grandi emiliani!

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La tv segue le vicende legate al nuovo terremoto che ha colpito e continua a colpire, una vasta area del nostro paese attravesto lo stile dei programmi di informazione e intrattenimento, che caratterizzano le reti e le fasce orarie di trasmissione.  Chi predilige l’aspetto commovente, tendente alla lacrima, chi al contrario informa con serietà e efficienza. Tg2 Costume e società, appendice di approfondimento, dell’appuntamento informativo quotidiano fa leva sulla solidarietà, mentre La vita in  diretta, evidenzia, il carattere e la forza d’animo degli emiliani.

Aiutare le popolazioni, come? Di fronte al tragico bilancio del terremoto in Emilia , che ha provocato morti, feriti, sfollati, oltre ad aver paralizzato il tessuto produttivo, si cerca ora di rispondere mettendo in piedi iniziative di sostegno e soccorso alle vittime delle scosse.E’ partita una gara di acquisti solidali di Grana Padano e Parmigiano Reggiano.

Un aiuto sotto forma di acquisto diretto si può dare comprando Parmigiano Reggiano e Grana Padano provenienti dai caseifici e dagli stabilimenti danneggiati dal sisma.

Per aiutare la ripresa economica di uno dei settori più produttivi non solo dell’Emilia ma di tutta Italia (si stima che il danno causato dal terremoto al comparto agroalimentare sia di almeno 500 milioni di euro) la Coldiretti ha attivato una e-mail : terremoto@coldiretti.it a cui è possibile inviare ordini per acquistare le forme di formaggio “terremotate” e altri prodotti tipici del territorio come l’aceto balsamico di Modena, il prosciutto di Parma e il Lambrusco. Nella mail è essenziale inserire il proprio nome, l’indirizzo, il telefono, il prodotto che si vuole acquistare e la quantità richiesta. Bisogna poi attendere la risposta da parte della Coldiretti. Prodotti preziosi come l’oro, veri fiori all’occhiello del made in Italy, consumiamone un pò di più, privilegiando formaggio di qualità, marchiato e certificato, per contribuire alla ricostruzione di un sistema che ha subito gravi danni. Facciamo un piccolo sforzo, e portiamo sulle nostre tavole la bontà dei prodotti della nostra Italia, devastata  dal sisma del 29 maggio.

La vita in diretta si occupa delle persone che hanno perduto tutto, in una terra solitamente placida, che improvvisamente, in una domenica di maggio, si è messa  a tremare come una foglia. Sussultando  ed oscillando. Ci si scopre d’un tratto fragili, vulnerabili, sloggiati dalle case come extracomunitari dalle baracche o rom dai loro campi. Il sottosuolo è sempre scosso, le scarpe sempre infilate ai piedi, pronti alla fuga, eppure bisogna far ripartire le grandi attività che hanno reso famosa in tutto il mondo questa terra.

Intorno solo macerie. Persone che guardano quello che non c’è più. Il sisma rovescia tutte le certezze che si erano sedimentate. Tutto è seppellito da un ammasso di mattoni e polvere e il cittadino della bassa  si è ritrovato sballottato e privo di riferimenti, fra macerie e tendopoli. Sono vivi.  La forza d’animo li fa lottare contro un destino molto crudele. ” Ce l’abbiamo fatta” dicono. “La vita è fatta di imprevisti, si tratta di reagire”. Questa è una popolazione laboriosa, con una gran voglia di ripartire. Abituati ad una filosofia di vita pragmatica che tenta di risolvere i problemi uno a uno.

Se il motore delle imprese verrà agevolato, questa terra sorprenderà tutti, in positivo, ribaltando la situazione. Aiutare nella ricostruzione è uno degli  ingredienti che spetta alla politica. Una politica di sviluppo che permetta loro di lavorare. La solidarietà umana è importante, ma la responsabilità politica è indispensabile. Il fai da te a cui stanno facendo appello queste popolazioni è una grande dimostrazione di coraggio e buona volontà ma, si è aperto un vuoto, e nonostante la concretezza dello sipirito emiliano, che cerca di tornare ad una routine che non c’è più, ora tocca al governo, dimostrare la sua efficenza tecnica. Intervenendo subito, togliendo la burocrazia, prendendo decisioni necessarie e doverose.

Il rischio della retoria è in agguato, ma su questi volti, terremotati nell’animo, si legge chiaramente che ci sono risorse interiori umane, che sono la vera forza dell’uomo.  Un popolo tenace e generoso: hanno affrontato il dramma come una sfida, una prova di resistenza. Hanno saputo tenere i nervi a posto. Abituati al lavoro duro, hanno pensato subito a come far ripartire le attività produttive, ancor prima delle case. Allo Stato e alla comunità nazionale non chiedono nient’altro che l’aiuto solidale per rimettersi in piedi e poi fare da soli, come sanno fare, con la loro capacità operosa. Ne daranno prova, ci si può scommettere.
Uomini, capaci di ricominciare, a prescindere dalle cose,  anche quando non c’è più nulla, e questa è una  forza potente e straordinaria.

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