Trema anche la Romagna

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In testa al telegiornale di Mentana, la notizia relativa ad un altra scossa di terremoto. Ancora  un forte terremoto avvertito tra Romagna e Marche alle 6.08: un sisma di magnitudo 4.5 con epicentro al largo di Ravenna, a una profondità di 25.6 km, è stato distintamente avvertito anche lungo la costa marchigiana, da Pesaro ad Ancona. Non si segnalano danni.

Cosa sta succedendo? Come mai questo strano sciame sismico? Altri terremoti si succederanno?

Si tratta di un nuovo fenomeno sismico,  generato da una faglia diversa rispetto a quelle responsabili dei sismi del 20 e del 29 maggio in Emilia, sebbene la struttura geologica interessata sia la stessa. Stavolta l’epicentro è in mare, l’abisso riduce la potenza ma, non la paura che si sta diffondendo a macchia d’olio.  Tantissime le telefonate ai centralini del vigili del fuoco. Un contagio, un’epidemia che va da Ferrara, Modena e ora la Romagna che, alle 6.08 ha sentito la botta. Non si parla d’altro e le voci sembrano quelle di un normale racconto, in realtà celano il terrore che ora tocchi anche alla riviera romagnola. Se ne parla e tanto, per alleggerire la tensione. Reazioni umane che fungono da comportamenti protettivi per l’individuo.

Fino ad ora la Romagna si sentiva immune, interessata solo dagli sfollati e dal calo di presenze turistiche dovuto alla crisi e al maltempo. Ma ecco che da ieri, qualcosa è cambiato. Un conto è stare nella terra del sisma, un altro è sentire l’epicentro vicino. Il fronte del terremoto si è allargato come la paura, il panico, l’ansia,  le fobie.

La scossa è durata diversi secondi e si è avvertita molto bene anche nelle case ai piani bassi, i letti hanno tremato, gli antifurto delle auto parcheggiate in strada hanno iniziato a suonare, sui social network si è scatenato il tam tam di notizie, previsioni, profezie… Franco Gabrielli : “non si possono prevedere evoluzioni del periodo sismico” sentenzia e mette a tacere chiunque tenti di diffondere informazioni sulla possibile prevenzione e tutela delle persone.

Le catastrofi sono spesso inaspettate, improvvise e travolgenti. Di regola la catastrofe non è mai preannunciabile e prevedibile, per questo crea maggiori scompensi emotivi. Intanto è di ieri la notizia di una scossa registrata tra la Campania e la Basilicata, l’epicentro nel golfo di Policastro. L’Italia tutta sembra vivere nella paura, nel timore che il terremoto possa colpire altre regioni.

L’unico sistema che può contenere i danni è la costruzione di edifici a norma anitsismiche, perchè ormai è appurato che siamo a rischio, la penisola italiana sta subendo importanti mutamenti morfologici e non possiamo più permetterci danni al patrimonio artistico o alle vite umane. In tutti i comuni dell’Italia le costruzioni sia pubbliche che private devono essere realizzate in osservanza delle norme tecniche vigenti con le prescrizioni antisismiche. Se non è possibile prevedere la catastrofe, possiamo almeno operare alla sicurezza delle costruzioni che deriva principalmente dalla qualità dei materiali adoperati e dalle procedure per la garanzia delle qualità adottate in fase progettuale.
Una maggiore attenzione, dal punto di vista geologico, va rivolta, naturalmente, alla scelta dei siti su cui edificare. Dovremmo imparare di più dai giapponesi. Le costruzioni antisismiche sono davvero l’unico modo per salvare vite umane e per limitare ogni tipo di danno agli edifici.
Quindi il lavoro da mettere in atto è quello di rafforzare le strutture esistenti e costruire edifici seguendo la vigente normativa antisismica. Siamo in Italia e non in Giappone, lo faremo, o continueremo a raccogliere i cocci?

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