Non muri ma Murales

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non muri murales1Una grande festa. L’edizione 2012 della Giornata del Rifugiato si è svolta a Ragusa all’insegna della gioia e della condivisione. “Superare l’emergenza per arrivare all’accoglienza” è la frase che fa da linea guida per la celebrazione di questo momento che, anche a Ragusa, è diventato di anno in anno una istituzione.

Ospiti, visitatori, amici ed operatori del centro di via Ungaretti  hanno dato vita ad una festa multi etnica e a momenti di riflessione sul tema.

Tra i momenti più significativi del pomeriggio l’inaugurazione dei Murales realizzati dagli studenti della scuola “Vann’Antò” di Ragusa in collaborazione con il progetto APQ “Voglio dire..”.

“I ragazzi – spiega l’insegnante Viviana Rizza – hanno analizzato il concetto di muro come spazio interiore, poi approfondendo l’aspetto storico legato a questa costruzione che divide. Oggi i muri sono diventati murales, dipinti nei quali i giovani hanno immaginato un mondo dove le pareti si aprono verso una dimensione altra fatta di pace, speranza ed accoglienza”.

I giovani del progetto Apq “Voglio dire…” hanno preparato per l’occasione un banchetto con materiale divulgativo e pezzi di artigianato africano.

“Crediamo molto in queste iniziative – spiega Aurelio Guccione, direttore del progetto Apq – perché favoriscono davvero l’integrazione facendo sperimentare sul campo ai più giovani cosa voglia dire vivere in pace anche tra culture diverse. Valuto in modo del tutto positivo l’impegno ed il coinvolgimento dei nostri formatori e degli studenti coinvolti. Ringrazio i responsabili del Centro di via Ungaretti per avere accolto a braccia aperte la nostra proposta di collaborazione”.

“Tutto è partito alcuni anni fa quasi per gioco – spiega Pinuccia Cavalieri, responsabile del progetto “Famiglia Amica” – ma oggi la Giornata del rifugiato è diventata, nel suo piccolo, un momento molto atteso e partecipato. In questi spazi, oggi, si incontrano almeno dodici diverse nazionalità. Quello che volgiamo sottolineare è che esiste un modo comune per stare insieme e superare le barriere della paura e della diffidenza”.

Grande entusiasmo ha suscitato la cena interetnica.

“Abbiamo proposto diversi piatti tipici – prosegue Pinuccia Cavalieri – di varie zone dell’Africa: Somalia, Eritrea, Tunisia, Libano, Nigeria, Etiopia. Il cibo, così come la musica rappresenta un linguaggio universale. Il bello è che gran parte di questo mangiare è stato preparato da nostri ex ospiti del Centro”.

Significativa la presenza dell’assessore ai servizi sociali del Comune, Francesco Barone e del vice Prefetto Rosanna Mallemi.

La serata si è chiusa in bellezza con le note del gruppo “Faciti rota” che ha accompagnato la serata tra musiche popolari e tanta allegria.

L’appuntamento vede come partner la Provincia ed il Comune di Ragusa, la Fondazione San Giovanni Battista e la Caritas diocesana.

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