Prove tecniche di cambiamento

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Tg La 7, apre l’edizione serale, con la notizia  del si, all’arresto di Luigi Lusi. Il reo confesso non ha avuto nessuno scudo, paga le conseguenze delle sue azioni. Via libera dell’Aula del Senato all’arresto dell’ex tesoriere della Margherita accusato di sottrazione di fondi pubblici (il reato contestato è associazione a delinquere finalizzata all’appropriazione indebita).

Il voto è palese. 155 luci verdi e autorizzazione all’arresto. Ed è la prima volta che i senatori votano nominalmente su una richiesta d’arresto. Un si, netto,  il Pdl non partecipa al voto, preferisce lasciare il fardello alla sinistra.  Epilogo di un’era  giocata  a colpi di furbizie e scorrettezze.  Lusi, ribadisce la sua tesi: “Mi si vuole mandare in prigione.  Non mi sento un capro espiatorio, sono una persona che sta vivendo un incubo e chiedo di essere rispettato per questo”. Rispettato?  Aver rubato milioni dalle casse della Margherita grazie al suo incarico di tesoriere, è motivo di rispetto? Rubare e ammettere di averlo fatto è motivo di esclusione dal carcere? Se non fosse stato scoperto quei soldi sarebbero ancora nelle sue tasche. Ennesimo esempio di una visione politica distorta, corrotta, poco chiara.

La galera è brutta per questo Lupin dei giorni nostri, che non vuole ammettere che appropriarsi dei soldi pubblici, è un reato, perseguibile dalla legge. L’uomo che fa tremare il centrosinistra finirà a Regina Coeli. Un vero “sfortunato” questo ladro privilegiato, legato alla  ragnatela di interessi che  si nascondono dietro ad un partito della vecchia guardia,  divenuto un simbolo  per il significato che l’arresto del senatore assume, è infatti, la prima volta nella storia della contorta politica italiana che non la si fa  franca.   Come una mosca  sul “miele”  della Casta.

Il dito nella piaga del sistema politico  corrotto  è stato messo ora, tocca a Lusi vuotare il sacco e far esplodere i retroscena del fango in cui tutti hanno sguazzato. Di sicuro i contorni mediatici di questo clima di cambiamenti, hanno reso assai più ardua la sua difesa, e i vertici di quel partito che oggi si affannano ipocritamente a scaricare sul capro espiatorio tutta la colpa, dovranno assumersi le responsabilità.  Mentre Lusi , tutt’altro che felice di essere l’unico in gabbia, farà scoppiare il bubbone e staremo a vedere se riescono ancora ad attuare il “facciamo finta che tutto va ben”!

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