Modelli autentici e veraci tra le passerelle milanesi

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Una nuova cornice contestualizzata in una calda e verace Sicilia, quella riprodotta nella sfilata milanese di Dolce e Gabbana; una pellicola neorealista più che una semplice passerella.

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Una cornice tipica degli anni ’50 dove a sfilare non sono stati i soliti modelli perfetti ed impeccabili ma stavolta ritroviamo uno scenario davvero imparagonabile, uomini dalla bellezza straordinariamente particolare, muscolosi al punto giusto, altezza media, taglio corto e fresco di barbiere, tratti somatici latini e colorito assai intrigante e scintillante di melanina autentica: l’uomo siculo dal fascino genuino.

Il modello siculo sfila in passerella con grande orgoglio e determinazione nello sguardo, sicuro di sé, fluido nei movimenti, a ritmo di tarantella, indossando camice di seta e pantaloni larghi di tinte scure; maglie a righe e calzoni bassi tipicamente da anni ’50 con scarpe di grandezza e spessore non indifferente.

Una collezione che introduce la prossima stagione primavera-estate 2012-2013, una passerella di stampo prevalentemente neorealista come riconoscono Domenico Dolce e Stefano Gabbana, con grande emozione.

Una sfilata che potrebbe essere definita un film in bianco e nero se ad animarla non fossero stati i colori caldi tutti al gusto autentico di Sicilia.

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Attori più che modelli che sono stati oggetto di ricerca per mesi e mesi tra le province di Catania, Messina e Taormina.

Uno spettacolo che ha lasciato tutti senza parole perché esclusivo e dettagliato nei particolari isolani; non sono mancati di certo gli accessori del folklore siculeggiante come il marranzano, lo zufolo e l’anfora per ricreare il ritmo perfetto di un’isolana origine, le tarantelle che hanno scandito i passi sulle fluenti passerelle di moda.

Sono stati 73 i protagonisti della sfilata , stereotipi di una cultura isolana e colorita come quella della Trinacria tra pescatori, padri di famiglia, dongiovanni, manovali e tanto altro ancora.

Un popolo, una civiltà vissuta e scolpita dalla fatica, dalla terra, dalle origini storico culturali, tutti sulle passerelle di Milano come dei veri e propri attori presi dal popolo, senza aspettative ma con estrema consapevolezza di sapere cosa fare e come fare.

L’obiettivo della sfilata era quello di creare un contesto di moda reale ed autentico realizzato da uomini veri, nulla di artefatto; così è stato come sostengono Dolce e Gabbana, poiché la moda è costume ed abbigliamento su modelli reali, una ricerca di vere origini che ha fatto emozionare gli stilisti ed il pubblico presente.

Una collezione che è stata in realtà esaltata e non per nulla oscurata dalla contestualizzazione che l’ha presentata; le maglie decorate da stampe di carretti siciliani e pupi hanno sottolineano la qualità che non ha sicuramente prezzo, il gusto ed ancora una volta la creatività dei noti stilisti.

Gli applausi e le note di “Ciuri Ciuri” chiudono la sfilata milanese con un grande esordio.

Immagine tratta dal sito: www.immaginigoogle.it

Fonte: www.ansa.it

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