La scienza vince su Dio

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“Ne sono successe di cose e puntualmente ne troveremo conto nel nostro telegiornale”, è l’esordio di Enrico Mentana che apre l’edizione serale con la notizia “bomba” della nuova scoperta scientifica. Provata la particella che ha dato l’origine all’Universo.  La “particella di Dio” racconta la nostra nascita dopo il big bang e consente a ogni cosa di avere “massa” e quindi dell’esistenza della materia come la conosciamo.

Una vittoria che fa esultare la scienza. E’ la scoperta che avvalora che il Bosone di Higgs, esiste ed è stata catturata finalmente senza alcun dubbio nel superacceleratore Lhc del Cern di Ginevra. I due esperimenti che le davano la caccia con tecnologie diverse sono giunti allo stesso risultato: la sua energia si esprime tra 125 e 126 GeV (miliardi di elettronvolt) e quindi conferma l’ultimo tassello rimasto aperto del Modello Standard, la teoria che spiega l’architettura di base della natura. Il bosone di Higgs è importante perché è la particella che garantisce la massa a tutte le altre particelle subatomiche della materia della quale anche noi siamo formati. La caccia era iniziata ne 1964 quando il fisico Peter Higg aveva ipotizzato teoricamente la sua esistenza. Teoria che ora è diventata realtà. Ora, sappiamo che  il bosone è il collante che tiene insieme la materia e non solo,  ha anche aperto una nuova fisica. Lui, Peter Higgs, fisico inglese ormai 83enne è uno  scienziato timidissimo e discreto,  è in lizza per il prossimo Nobel, ma, dice, che spetterà ad altri.

Una scoperta “storica” per i fisici, l’equivalente della scoperta dell’America, del Dna o dell’approdo sulla Luna. Il mondo della scienza esulta, al culmine di 45 anni di ricerche e uno sforzo monumentale di generazioni di fisici. “E’ straordinario che questo sia successo mentre sono ancora in vita” ha detto Higgs raggiante stringendo le mani a tutta l’equipe.

La straordinaria scoperta getta una nuova luce sull’eterna diatriba che vedeva l’inizio nel caos e riconduceva tutto alla volontà divina. Il mistero della nascita del mondo è ora svelato con precisione scientifica, non più un  canuto padre eterno che in sette giorni crea il mondo, la natura e l’uomo, bensì il bosone che risulta essere il  livello originario del mondo, che insomma, è entrato direttamente nella creazione della materia, fornendo la consistenza ultima della struttura fisica delle cose. Che questa sia stata chiamata la “particella di Dio” è comunque il segnale di un sempre possibile ampliamento della conoscenza, anche se, per alcuni  potrà non significare una “prova” restando fedeli all’origine divina e creazionistica dell’universo, per altri , potrà significare, al contrario, che la scienza permette di raggiungere e occupare il posto stesso di Dio, e di spiegare l’origine di tutte le cose. Resta il fatto che quella particella è il segreto della Creazione.

Chissà come reagirà la Chiesa? Brucerà sul rogo l’ottantenne scienziato?

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