Effetto Draghi

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Tutti concordi, i mezzi di informazione: possiamo sperare.  L’effetto Draghi si diffonde a macchia d’olio. Le parole di Draghi hanno avuto esito positivo anche sulle coscienze francesi e tedesche.  Merkel e Hollande assicurano il sostegno a Draghi e lo spread scende in picchiata, sotto i 460. Pronti a tutto, è il coro intonato da Francia e Germania, che hanno contribuito a ricompattare l’asse Roma-Berlino-Parigi. Tutti vedono di buon occhio il tentativo di salvare l’euro e sottoscrivono le parole dette dal presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi.

Le parole di Draghi sono state fotocopiate.

Parole che fanno bene ai mercati.

Ora bisogna trasformare le parole in  fatti.

Il finale di questa settimana difficilissima è tutto europeo. Un sostegno politico che rafforza ulteriormente l’impulso della Bce e influenza positivamente i mercati in una giornata inizialmente molto altalenante. È la conferma che sui mercati l’effetto Draghi sortisce un risultato. Si allenta anche la tensione sullo spread, che resta comunque a livelli elevati ma ben al di sotto dei massimi toccati nella settimana nera. Un clima positivo, quasi di festa e sui mercati sparisce il segno: meno. Via libera alla riscossa. Euro in recupero e grande gioia.  Sulla scia dell’ottimismo alimentato dalla Borsa il piano di salvataggio è iniziato.

Almeno tiriamo un sospito,  dal punto di vista economico. ioente a che vedere con la situazione interna al nostro paese, dove la priorità non è più resistere ma, preparare il piano della crescita.

Dov’è il futuro  per le nuove idee italiane? Dov’è l’Italia?

In fondo a destra, si potrebbe rispondere, proprio sull’orlo dell’abisso. Portata lì da una maggioranza, solo parlamentare, legata agli interessi del suo Capo e attaccata alla poltrona come un’ostrica avvinghiata allo scoglio. Ci siamo dimenticati l’orgoglio italiaco dei 150 anni della nostra unificazione. In mano a forze politiche che non ha il minimo senso dello Stato. Affogati dentro al mercato delle coscienze, della corruzione  e della compravendita di parlamentari e ministri per salvaguardare i propri interessi personali, mentre gli italiani stanno sempre peggio.  Il Paese reale non è più rappresentato da questa maggioranza. Il Paese reale è disposto a rimboccarsi le maniche e risorgere ma, su altre basi. Democrazia e Costituzione hanno tenuto assieme il Paese anche nei momenti più difficili e rappresentano le risorse vere per il nostro futuro. Per risolvere i problemi ci vuole una classe dirigente seria, competente, efficente e in grado di occuparsi dell’interesse collettivo. Tutti i problemi stanno venendo al pettine.

La parte più sana e vitale della nostra società, mortificata da un ventennio berlusconiano, deve arrivare la riscossa di un Paese che è stato grande proprio nei momenti più difficili. Scendere in piazza per urlare il nostro sdegno. La responsabilità dell’assenza dell’oposizione è enorme  quanto è grave il momento storico che stiamo vivendo.  Dobbiamo recuperare la forza di ribellarci per risorgere e svegliarci da un incubo che sembra interminabile.

 

 

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