Semplicemente amore

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Continua la serie di speciali “Film Cronaca” curata dal direttore del Tg La7 Enrico Mentana. Sette temi e relative sette storie italiane. Il direttore guida sapientemente il telespettatore in un percorso di conoscenza che conduce al film, attraverso le interviste ad ospiti in studio che introducono il tema della serata. Nichi Vendola è il protagonista di un’intervista-soggettiva per parlare di omosessualità. Il  film  è L’amore e basta di Stefano Consiglio. Un viaggio attraverso l’Italia e l’Europa per raccontare le storie d’amore  di coppie gay e lesbiche. Un inno all’amore. Le loro battaglie e le loro vittorie, i loro dolori e le loro gioie. Gay o lesbiche, con o senza figli…Il film evento che porta al cospetto di una questione che tocca la contraddizione del nostro paese: il matrimonio che non può succedere!

La polemica sull’unione omosessuale regolarizzata. La Francia, l’Inghilterra, la Germania e perfino la cattolicissima Spagna hanno leggi che regolano la vita tra gay. Nichi Vendola è il più importante rappresentante del mondo politico, è tra coloro che non hanno mai fatto mistero delle loro tendenze. “L’arretratezza e la pigrizia delle leggi italiane, non sono come la vita viva, l’omosessualità è uscita dal cono d’ombra e dal pregiudizio, ora anche nei paesi più puritani è consentito vivere alla luce del sole la propria omosessualità”. Se prima, la tolleranza zero portava ad un atteggiamento repressivo e violento, un crimine punibile con la morte,  oggi, è stata sdoganata e la vergogna sconfitta.

In Italia esiste da quasi due secoli una tradizione giuridica, mai messa in discussione, tramandata di generazione in generazione dall’inizio dell’ottocento ad oggi, che è tuttora assai viva. Solo il “Fuori” Movimento di Liberazione Omosessuale federato al Partito Radicale di Marco Pannella combattè apertamente la battaglia che stuzzicò il mondo intellettuale e politico italiano. Il motivo? Semplice, in Italia esiste un’altra agenzia a cui è stato affidato il controllo e la repressione dell’omosessualità: la chiesa cattolica. Moralismo e ragion di Stato. Poco importa se dalla solitudine silenziosa escono figure come Catullo, Michelangelo, Pasolini, l’imperatore Adriano, gli “accaniti sodomiti” erano e restano un oltraggio agli eroi della patria.

” Sono nato in un mondo dove non c’erano le parole per dirlo…l’omosessualità mette in crisi l’ordine simbolico del mondo”.

Il pregiudizio antisodomita portato dall’inquisizione cattolica ha scatenato  una vera caccia all’uomo. La parola “finocchio” affonda le origini nella pratica di aggiungere i semi di finocchio nelle fascine di legna del suplizio del rogo, perchè puzzassero meno! Il nazismo combattè spietatamente “l’irregolarità sessuale” ritenuta inaccettabile. Tutto questo pesa sulle spalle dei gay. Colpevoli di  minare i valori cristiani.

Sono rare le occasioni in cui questo tema è trattato serenamente e lo spazio di Mentana offre uno spunto riflessivo, dando voce a un parlamentare omosessuale, che è un emblema che tenta di sfondare le barriere morali.

“Ho fatto outing a 19 anni, un conflitto doloroso ma, importante, si è aperta una contesa che è durata anni, parliamo di un tempo dove era tabù assoluto, ero il primo a rompere il muro del silenzio, sono diventato una bandiera e non è bello, perché vorresti essere una persona, non un animale braccato. Ma, non potevo mentire, è difficile capire quante cose entrrno in gioco, nella vita pubblica ha comportato un doppio lavoro, quello di dover sempre dimostrare che un gay può essere anche bravo”.

Parole che mettono a nudo il retroscena intimo di una vita di un uomo che ha scelto la carriera politica che inevitabilmente, mette in vetrina tutto.  Persone additate, derise, umiliate che andrebbero semplicemente accolte e accompagante, non confinate sul lettino della psichiatria. Ogni diversità deve liberarsi dalle costrizioni sociali. Avere lo spazio per vivere la propria affettività è un cominciare corretto. Siamo tutti, semplicemente, uomini e donne. La battaglia omosessuale sta percorrendo la strada del riconoscimento delle coppie di fatto, già maturata nel mondo. Scontro inevitabile con le gerarchie religiose. Dentro ci stanno le vite di molti. Se apparteniamo ad una democrazia moderna non possiamo non tener conto dei diritti dei matrimoni gay, che non sono un attentato alla famiglia tradizionale.

Abbattere il muro dell’ipocrisia è doveroso. Stiamo parlando di persone vive e vere alle quali dovrebbe essere consentito di vivere in una società pluralista. L’amore è un sentimento universale che non risente di nessuna distinzione.

” La vita vera è molto più ricca di  sfumature di qualsiasi etichetta e quando due persone si amano, l’unica cosa vera, che appare è l’amore”!

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