Vacanza in crisi

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6 su 10 rimangono a casa. È in crisi anche la vacanza degli italiani. Tg3 rileva che questa è una lunga estate calda, da trascorrere a casa.  La recessione e la crisi colpiscono duramente anche il settore turistico.  Crollo delle partenze d’agosto con un calo del 29,5 per cento rispetto allo stesso mese di un anno fa nei dati diffusi da Federalberghi. Le famiglie si trovano a dover fare i conti con nuove tasse, disoccupazione e preoccupazione, motivazioni che certamente non invogliano alla spensieratezza. La revisione della spesa graverà ulteriormente sui cittadini. Non si ferma la corsa del fisco, anche la spending review porterà nuove tasse. Aumenti che da un punto di vista distributivo vedranno pagare di più soprattutto i territori più poveri, quelli contraddistinti da redditi più bassi e da condizioni sociali più pesanti (ridotti livelli occupazionali, maggiori carichi di famiglia). Laddove le realtà del Paese più ricche sopportano un prelievo locale più contenuto e comunque sufficiente ad assicurare il funzionamento delle amministrazioni subiranno meno la penalizzazione rispetto alle realtà territoriali più povere.

Non poteva non pesare sulle vacanze la crisi che sta mettendo a dura prova il paese. Le cifre negative si rincorrono  e le vacanze diventano il sogno proibito per molti.

Mai così male, lamentano gli albergatori. Il  calo degli introiti è un danno per l’industria del turismo. Un calo così generalizzato e devastante di uno dei settori che potrebbe, se opportunamente supportato, rappresentare il primo volano per la ripresa economica del Paese.   La situazione è nera e l’impatto sui consumi pesante, con una perdita di 2,2 miliardi di euro. Nelle località balneari l’affluenza agli stabilimenti è diminuita sensibilmente: le famiglie, nell’impossibilitá di affittare ombrelloni e sdraio, puntano sulla spiaggia libera.

È chiaro che la crisi non va in vacanza, come è chiaro che  la crisi dopo aver tagliato la classe medio-bassa, adesso sta colpendo il ceto medio che in Italia ha sempre costituito la struttura portante del sistema dei consumi. A fare i conti di quanto costeranno le vacanze di agosto agli italiani ci ha pensato la Confartigianato che stima il 12,7% in più rispetto al  2011, a causa dei rincari di carburanti e trasporti. L’impennata dei prezzi fa guadagnare all’ Italia il primato negativo tra i Paesi dell’Ue e  penalizza fortemente  il portafoglio degli italiani. L’esito (inevitabile) è che molti rinunciano alle ferie oppure ne riducono la portata, diminuendo i giorni dedicati al relax, con ovvie ricadute sulle oltre 121mila imprese italiane del settore.

Tra tasse sempre più alte, disoccupazione alle stelle e prezzo della benzina ormai proibitivo, sono sempre meno quelli che si possono permettere di lasciare la città e men che meno prenotare un soggiorno in albergo.  3 italiani su 10 dichiarano di non potersi permettere un viaggio proprio per motivi economici.

Un’estate afosa e in tono minore, turbata dal caro-vacanze ma, sempre con l’animo legato a quella  scossa indispensabile che il governo dovrebbe dare per definire mezzi e misure dei quali il turismo e il paese non possono  più fare a meno.

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