La super rissa

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Tg la 7, In Onda e Bersaglio mobile si sono concentrate sulla rissa politico-verbale che ha accompagnato le ultime afose giornate di agosto. E’ in atto uno scontro durissimo, sono volate parole grossissime: “morti viventi, fascisti del web, collusi, milionario in pantofole…”un clima verbale violento che denota un’imbarbarimento della politica che ci sta facendo vedere di tutto. Mentre gli elettori attendono di sapere chi governerà il paese in una fase storica così difficile. Chi darà le risposte costruttive e chi risolverà le grandi sfide europee.

Che cosa sta succendendo con la rissa di sinistra? Una guerra tra Bersani e Grillo a suon di scambi verbali durissimi. Uno scontro a distanza diretto al cuore della politica che sappiamo benissimo ha un altro bersaglio: i voti, che consentono di restare al potere. E’ questo il clima preelettorale, mentre la questione lavoro sta per esplodere in un’Italia stretta tra continui aumenti di tasse che devono curare i mali del paese.

Un conflitto forte che vede divisa l’attuale sinistra. “Fascisti del web”: con questa espressione Pierluigi Bersani ha aperto la festa democratica. Un attacco diretto a Beppe Grillo – pur mai citato – e a quegli estremisti della rete che dileggiano senza pietà il mondo della politica. L’accusa investe anche Antonio Di Pietro, (ospite a Bersaglio mobile) che aveva messo online un video nel quale Bersani, insieme a Monti e Alfano, appariva come uno zombie assetato di sangue e che ben definisce la profondità della rottura in atto tra il Pd e l’Italia dei Valori. Ma è la parola “fascista” che segna il salto di qualità delle accuse, il termometro che indica come per il gruppo dirigente del Pd la misura sia colma ed è tempo di reagire al vento dell’antipolitica. Le elezioni si avvicinano e la paura aumenta come i fuochi tra Bersani e Grillo che ha suon di “fascita” e “colluso” alzano la tensione. Divertito  Osvaldo Napoli, Pdl, ospite di In Onda, che si augura che ora Bersani non riscopra anche il termine “socialfascismo” per definire tutti quelli che non sono comunisti. Bersani vuole dare un segnale all’interno del partito. Che c’è da stupirsi si è aperta la caccia all’ultimo voto e i contendenti combattono senza esclusione di colpi.

Momento cruciale preelettorale che vede intrufolarsi tra i due litiganti la figura di Renzi che lancia la sfida contro Bersani. In campo anche “il rottamatore” anche se sulla carta l’impresa sembra ardua, resta comunque un trampolino di lancio per Palazzo Chigi.  Vendola dalla battigia attende di vedere chi vincerà….

E al voto si va per vincere, qui la legge del “basta partecipare” non conta. In un’ Italia soffocata dai debiti e da una politica che non presenta soluzioni, idee o progetti, si attende che l’onda lunga della crisi passi. Appena s’intuisce che forse ci sarebbe la possibilità remota di una vittoria, tutti si scagliano contro tutti perché ognuno vuol raccogliere lo scettro, intende accaparrarsi la fetta più grande. Con una sinistra così non si potrà andare molto lontano. Del resto con una classe politica che di lusso e sprechi ha fatto sfoggio per anni, non c’è nulla che stupisce.

E’ un copione che si ripete, in fondo non  c’è proprio nulla di nuovo nel nostro futuro.

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