Scivolare nell’Anoressia e nella Bulimia si può

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I disordini alimentari sono divenuti, negli ultimi decenni, casi di vere e proprie emergenze riguardanti la salute mentale a cui tentare di trovare rimedio.

Sono devastanti gli effetti sulla salute ma soprattutto sulla vita di numerosi adolescenti, giovani ed adulti che si imbattono sempre più frequentemente in questo tipo di disturbi comunemente definiti Bulimia ed Anoressia; questi sono chiaramente i più noti.

Esistono dei tempi ma soprattutto dei metodi adeguati da usare per trattare questo genere di disturbo che potrebbe in caso contrario tramutarsi in una condizione permanente e condurre, come accade spesso e volentieri, alla morte.

È ciò che viene sottolineato dall’American Psychiatric Association; i paesi occidentali sono devastati da cause di natura psicologica – emotiva che generano questi disagi mentali, e le terapie mirate a cui sottoporre il paziente sono l’unico rimedio per gestire questo genere di attitudine e comportamento alimentare errato.

Svariati fattori biologici, genetici, ambientali possono sorgere al centro del disordine alimentare; per il paziente che soffre di Anoressia o Bulimia, si manifesta un’eccessiva sopravalutazione del proprio aspetto fisico, del proprio corpo e soprattutto del peso ed è proprio a tal proposito che l’attitudine ossessiva verso il cibo esplode portando a stabilire un vero e proprio controllo di esso.

Questi disturbi possono dipendere anche dal fatto che l’individuo viva particolari situazioni familiari o sociali traumatiche come del resto violenze di natura sessuale, drammi familiari, difficoltà di integrazione sociale ed altro.

Uno dei motivi per cui ad esempio una ragazza adolescente inizia a sottoporsi ad una dieta eccessiva e smisurata, potrebbe essere la necessità di corrispondere ad uno stereotipo od un canone che premia la magrezza o rincorre l’ideale della perfezione utopico ed eccessivo soprattutto.

Le conseguenze devastanti di ciò si possono ben immaginare come molti psichiatri mettono in luce, ad esempio la malnutrizione, danni permanenti all’apparato digerente, danni al sistema nervoso, emorragie interne e ripercussioni anche di natura psicologica come la depressione, comportamenti maniacali, propensione al perfezionismo.

Al di sotto dell’85% del proprio peso ordinario, una persona può essere considerata anoressica sempre tenendo conto della proporzionalità al proprio peso, sesso ed altezza.

Anche in merito alla Bulimia esistono dei sintomi ben definiti che rappresentano le caratteristiche di un soggetto che non riesce a controllare il proprio desiderio irrefrenabile di mangiare, non può smettere e dopo aver mangiato in modo smisurato, ci si sente generalmente in colpa e tende a punirsi, vomitando ingerendo talvolta anche lassativi e pillole diuretiche. In questi casi sono l’ossessione permanente e la mancanza di autostima che riescono a prendere il sopravvento.

Non sono tutti i casi esattamente descrivibili nell’arco dei sintomi dell’Anoressia o della Bulimia, si può delle volte iniziare con una forma anoressica per poi scivolare nell’altrettanto vortice della Bulimia; questo voleva essere solo uno spiraglio di quanta atrocità delle volte si celi nella mente umana.

 

Immagine: www.immaginigoogle.it

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