Qualità

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Alla fine, dopo tanto tira e molla e qualche scena madre, Renata Polverini si è dimessa da Presidente della Regione Lazio. Ma sono diverse le cose che non quadrano.

«Da domani ciò che ho visto lo dirò. Le ostriche viaggiavano comodamente già nella giunta prima di me, quindi io non ci sto, non ci sto alle similitudini e nessuno si permetta di dire una parola su me e i miei collaboratori». Può darsi che sia come dice Lei, ma perché non ha denunciato tutto questo al momento in cui se n’è resa conto, invece di aspettare oggi? Il sospetto è che, se non fosse scoppiato lo scandalo, le ostriche avrebbero continuato a viaggiare ancora.

«Con questi malfattori non ho nulla a che fare». Certo, i soldi (ne siamo sicuri) Lei non li ha presi, ma alcune sue scelte sono perlomeno discutibili. Su Repubblica online oggi si parla dei tanti suoi amici, ex dirigenti dell’Ugl, che probabilmente non avevano i titoli per ricoprire gli incarichi per cui sono stati assunti in Regione.

«Ho aspettato oggi (per annunciare le dimissioni, ndr) anche per vedere le falsità dell’opposizione. Oggi potevano consegnare le loro dimissioni al segretario generale della Regione Lazio: né Pd, né Idv, né Sel lo hanno fatto, ma hanno tentato di scaricare le responsabilità sulla giunta». Anche questa è verità, ma non serve lasciare intendere che i nemici sono come gli amici. Certe affermazioni bisogna provarle. Al momento restano i fatti, e i fatti parlano di feste, soldi, lusso che hanno attraversato l’intera maggioranza che sosteneva la sua giunta, pagati con i lauti contributi ottenuti dalla Regione Lazio. Contributi che, è vero, ricevevano anche le opposizioni ma dei quali non si conoscono le destinazioni.

Allora, signora Polverini, meglio tacere, e uscire di scena con dignità.

Ma questa è una qualità che non tutti posseggono.

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