Chi sono i salafiti

Print Friendly, PDF & Email

I media arabi ed occidentalizzati usano  il temine di salafiti per indicare movimenti politico religiosi che propugnano un islam integralista,  ormai sempre più distinti dai movimenti politici che guidano, dopo elezioni democratiche, Turchia, Egitto, Tunisia e forse anche Libia, pure essi caratterizzati da una forte ispirazione religiosa.

Cerchiamo allora di chiarire il significato di salafita.

Il termine “salaf ” in arabo significa “predecessori, antenati” e indica, nel nostro caso, i primi seguaci dell’Islam. Praticamente ha un  significato corrispondente a quello che  ha nel mondo cristiano il termine ” evangelico”.

Propugna quindi un ritorno alle origini, alla purezza dell’insegnamento dell’islam non contaminato con le tradizioni dei vari popoli, dai compromessi con le esigenze politiche ed economiche, soprattutto purificato da tutte le influenze provenienti dal mondo occidentale cristiano e, peggio ancora, ateo.

Non può quindi essere qualificato come un  movimento “tradizionalista” anzi il suo punto essenziale è la lotta alle tradizioni. Nemmeno può esser considerato nazionalista  perché intende combattere tutti i nazionalismi: le regole dell’Islam non debbono essere calate in questa o quella realtà nazionale, valgono per tutti e sempre dagli aridi deserti dell’Arabia ai campus universitari europei. La visione è strettamente internazionalista. Allah non fa distinzioni fra le nazioni, la causa dell’islam non è la causa  di un popolo particolare ma è la causa dell’umanità intera. Nessuna differenza fra negri ed bianchi, fra orientali o occidentali. L’unica differenza è fra  “muslim”  (credenti) e “kafir” (non credenti).

Il concetto fondamentale  è la distinzione  fra “SALAF” (cioe delle origini) e  “BIDA” cioè innovazione rispetto  ai tempi  di Maometto: la prima accettata in modo assoluto, la seconda respinta e qualificata   “shirk “(politeismo), o  “kufr ” (paganesimo).

Teniamo presente  innanzi tutto che movimenti di riscoperta delle origini sono comuni in tutte le religioni. Ogni credo religioso inizia  infatti con un gruppo ristretto di persone che credono in esso fervidamente : se esso si diffonde ampiamente man mano diventa un fenomeno di massa, conquista intere nazioni, informa di sé intere civiltà e inevitabilmente perde anche di intensità: non è più una scelta personale, diventa un dato,  un connotato che si acquista con la nascita. Periodicamente sorgono quindi nel suo ambito  movimenti che rinnovano il messaggio iniziale, che dichiarano a tornare ai  “principio”. In effetti  possiamo dire che la vitalità di una  religione si misura proprio con l’affermarsi di movimenti del genere.

Nel campo del Cristianesimo. in ogni epoca e anche nella nostra, tali  movimenti sono numerosissimi sia nell’ambito  cattolico che in quello protestante.

C”è da chiedersi allora che cosa  c’entra il terrorismo, il  jihad contro l’Occidente  con  il salafismo: approssimativamente in Occidente il “fondamentalista” islamico è quasi sinonimo di terrorista ma  in realtà il  rapporto è molto complesso.

Seguire i dettami del Corano in modo puntuale, stare attenti che negli animali macellati non resti alcuna traccia di sangue, che non si mangi nulla del maiale,  che le preghiere vengano recitate nel modo più corretto non ha alcuna attinenza con il  mettere bombe sui treni o far crollare  i grattacieli. Anche in Occidente vi sono molti movimenti religiosi cristiani  che contestano alcune aspetti della modernità, che si battono contro l’egoismo liberista  e contro la pornografia ma certo non vengono percepiti come pericoli. Nessuno penserebbe al Papa come un pericoloso sovversivo perché si dichiara contro il consumismo e richiama fedeli e non fedeli a una rigorosa morale sessuale.

Per comprendere  tale rapporto bisogna, a nostro parere, partire da una analisi del mondo arabo e musulmano in generale.  Prima degli anni ’80 hanno prevalso in esso correnti  che più o meno si ispirarono alla cultura occidentale sia che si riferissero  al modello liberista  cha a quello socialista pure esso tutto interno, alla cultura occidentale. Alcuni stati erano allora filo occidentali, altri filo russi con tutte le possibili gradazioni ed equilibri. Ma questa opera di modernizzazione non ha dato i frutti sperati per motivi che qui non esaminiamo. Correnti allora più integraliste islamiche hanno preso consistenza e rilievo. ed é nata quindi una lotta tutta interna al mondo arabo musulmano fra coloro che intendevano portare avanti l’opera di modernizzazione in senso occidentale e coloro che invece ritenevano che il rinnovamento poteva venire solo da un ritorno integrale all’islam. Il conflitto come era forse inevitabile in un mondo non democratico  è passato dal piano puramente culturale al confronto politico e militare. A questo punto alcuni gruppi hanno ritenuto che il vero nemico da colpire non fossero i regimi arabi laici ma gli occidentali considerati loro protettori.  Gruppi come quelli di Al Qaeda hanno cioè alzato il tiro colpendo gli Usa nella speranza non certo di conquistare gli Usa ma di unire tutti il mondo arabo musulmano in una guerra comune contro l’occidente e fare apparire i regimi arabi non islamici come una emanazione dell’Occidente, del grande Satana.

Il conflitto a nostro parere  è tutto interno al mondo mussulmano ed  è debordato al di fuori di esso quando la parte soccombente ha tentato di riprendere vigore coinvolgendo gli Occidentali  in un conflitto che non li riguardava e che essi difficilmente riescono a comprendere.

Il problema che ora si pone è se i movimenti politici che hanno conquistato il poter democraticamente riusciranno a riassorbire le spinte religiose islamiche : la grande prova ci pare essere le attuali violente dimostrazioni contro il cosidetto film anti-islamico.

 

Per una trattazione più ampia vedi:  Il movimento salafita

 

Nella foto: un gruppo di salafiti che tentarono di occupare la Tv tunisina


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*