Bufera IMU

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Franco di Mare
conduttore di Uno mattina, in onda su Rai1, si approccia all’argomento di attualità che suscita forti reazioni da parte dei contribuenti. Mancano pochi giorni alla scadenza del pagamento della  nuova tassa sugli immobili, le spese da sostenere dalle famiglie italiane saranno numerose. Di certo l’Imu rappresenta la tassa non solo la più onerosa , ma anche la più insidiosa per tutta una serie di motivi. Commercialisti e servizi sono impegnati fino al  clou del pagamento, ossia il saldo  ad affiancare e aiutare i contribuenti. In studio il segretario generale della Confediliazia dott.Giorgio Spaziani Testa e da Roma il sindaco Giorgio Alemanno. Tanto è stato scritto e tanto è stato detto sull’Imposta Municipale Propria che la sensazione è che questa tassa sia ormai presente da anni, in realtà la sua approvazione e la conversione in Legge da parte del Governo Monti risale a meno di un anno fa. Siamo ora ad un passo dalla stretta finale, poiché la data ultima per il pagamento del saldo dell’Imu è prevista per lunedì 17 dicembre. Il valore della seconda rata dell’IMU è fortemente influenzato dalle decisioni prese da ciascun Comune,  ecco perché la situazione sarà sensibilmente diversa da città a città. Torino e Roma guidano la classifica delle città più care, scambiandosi le posizioni, dell’imposta più car. Alemanno: ” Sarebbe bene che il governo dicesse le modifiche, i problemi che si stanno creando ai cittadini sono enormi, è più del doppio dell’Ici. L’acconto si è pagato con un aliquota di base mentre il saldo applicherà le aliquote dei Comuni, abbiamo chiesto di avere informazioni sui tagli per capire cosa fare. I sindaci non sono d’accordo con L’imu le case a Roma non devono essere giudicate più care , c’è una distorsione che va cambiata perchè è tutto scaricato sul bene casa, bisogna ridurre la tassazione”.

Un dato molto impressionante non è soltanto la differenze di importi in termini assoluti ma anche la distanza tra quanto pagano le prime in classifica e le ultime: una casa nella Capitale paga sette volte di più che a Crotone, pesano su questa notevole diversità non solo le differenze stabilite dai comuni ma anche il valore catastale con tariffe d’estimo che hanno ormai più di venti anni e che non rispecchiano per niente le quotazioni immobiliari della zona. E’ ovvio che l’Imposta Municipale Unica non può essere identica in tutte le città ma dovrebbe tenere conto dei valori reali del mercato degli immobili, soprattutto in città vicine o con quotazioni immobiliari simili, altrimenti si creano situazioni paradossali.  Anche il sindaco Piero Fassino protesta: ” Torino ha un livello di Imu alta perchè dobbiamo mantenere alti i servizi ai cittadini e per mantenere la qualità dei servizi dobbiamo chiedere molto ai cittadini. Dobbiamo anche mettere in atto una politica di sostegno in tempo di crisi e i Comuni rischiano di non potercela fare se si continua a tagliare e ridurre, già ora è insostenibile”.

La situazione è drammatica, la compressione è forte e la bufera sta coinvolgendo anche il mercato delle locazioni. Al punto che, secondo Confedilizia, molti proprietari di case in affitto di fronte alle spese ingenti a cui dovrebbero andare incontro a causa proprio dell’Imu, potrebbero decidere di sfrattare i propri inquilini. L’Imu è una tassa che va a compensare il deficit della Stato e tale compito è piombato sui Comuni e sui cittadini che devono pagare il doppio di quello che si pagava prima. Ma la verità, ha detto Spaziani Testa, “è che ormai le case sono considerate un cappio al collo: e chi può vende, anche perché magari s’è già mangiato i risparmi per pagare le tasse. O magari deciderà di alzare l’affitto, così si libererà dell’inquilino e avrà la casa vuota da mettere sul mercato”.

E con l’aumento delle tasse  sale inevitabilmente anche la temperatura del clima politico mentre ai cittadini spetta il compito di sopravvivere  alle nuove tasse che devono pagare per affrontare l’emergenza. Sempre lì finiamo, sui fattori che hanno inciso sui conti pubblici, sul lavoro, sulla società e sulle famiglie.  Siamo al punto del non ritorno. Nel senso che qualunque sarà il governo frutto delle prossime elezioni, risulterà impossibile innescare la marcia indietro. Il livello di protesta è alto come il disagio che si sta vivendo. Con la crisi anche il tempo della demagogia istituzionale è finito. La spirale delle sofferenze non si placa. L’allarme sulla condizione economica delle famiglie sale soprattutto in vista delle scadenze fiscali di fine 2012. E il tracollo a settembre della voce cibo e bevande è l’ennesimo segnale di una situazione che è giunta al limite. Se non si prenderanno presto provvedimenti per sostenere i consumi e aiutare le famiglie, ad esempio riducendo gli oneri fiscali, l’Italia non uscirà mai dal tunnel della crisi.  Oltre ai cittadini anche i sindaci italiani sono arrabbiati,  per i tagli decisi dal governo, per l’Imu, per il patto di stabilità. Così arrabbiati che  hanno dato un ultimatum al governo: o la legge di stabilità cambierà, oppure si dimetteranno in massa. Alemanno: ” Non siamo più in grado di governare i nostri Comuni, se non ci saranno risposte da parte del governo, ci dimetteremo, perchè non riusciamo a soddisfare le nostre funzioni”!

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