Contro la violenza sulle donne

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“La donna uscì dalla costola dell’uomo, non dai piedi per essere calpestata, non dalla testa per essere superiore ma dal lato, per essere uguale, sotto il braccio per essere protetta, accanto al cuore per essere amata” , William Shakespeare.

Anche in Sicilia si sta cercando di sensibilizzare la popolazione sul tema della violenza sulle donne che purtroppo dà all’Italia l’umiliante primato in questo fenomeno rispetto al resto dell’Europa.

A Modica dal 23 al 25 novembre si sono tenuti degli incontri con il tema: “Nell’ombra fuori dall’ombra: l’anatomia non è destino” da associazioni quali Kairos, Mogli Medici Italiani, F.I.D.A.P.A., Ipso Facto,  Movimento Difesa del Cittadino e International Inner Wheel – Monti Iblei.

Il primo incontro avvenuto il 23 novembre al Liceo Scientifico Galileo Galilei ha cercato di coinvolgere in primis gli studenti con una lezione sull’educazione di genere per renderli consapevoli di quella che ad oggi è la realtà della situazione femminile Italiana.

Questa prima giornata si è aperta con il saluto del dirigente scolastico, Sergio Carrubba, e con la presentazione della professoressa Teresa Floridia, presidente dell’associazione F.I.D.A.P.A., la quale ha ricordato che la giornata contro la violenza sulle donne è stata riconosciuta nel 1982 dall’ONU dopo l’uccisione di tre sorelle di origine Domenicana con l’accusa di essere rivoluzionarie, mentre in Italia questa giornata è stata accettata solo nel 2005 con i successivi movimenti del 2006 e 2007.

Il titolo dell’iniziativa “L’anatomia non è destino” vuole contestare l’affermazione di Napoleone, acceso sostenitore proprio del contrario. Infine la professoressa Floridia, grazie al mito degli androgeni di Platone ha ricordato che una volta uomo e donna erano un’unica cosa, adesso dopo la separazione bisogna ritrovarsi e giungere a un punto di complementarietà.

Successivamente è intervenuta Raffaella Mauceri, rappresentante del CDS, che ha fatto riflettere sul fatto che molto spesso si considera solo la violenza fisica sulle donne, mentre esiste anche un altro tipo di violenza non meno aggressiva che è quella psicologica e molto spesso induce le donne al suicidio. La Mauceri ha affermato che è necessario un cambiamento immediato tramite l’introduzione nelle scuole di ‘un’educazione di genere’ poiché la violenza psicologica inizia fin da quando le donne sono bambine con favole e giochi apparentemente innocenti ma che in realtà istruiscono al ruolo di subordinazione e alla docilità a differenza dei bambini che sono educati a essere più intraprendenti e a dominare. Anche Raffaella ha fatto riferimento al mondo greco ricordando il sacrificio di Ifigenia da parte del padre Agamennone per sottolineare che spesso la violenza sulle donne non deriva solo dai loro compagni ma anche dai parenti.

E’ stata poi presente Rosanna Rosi, rappresentante nazionale delle Pari Opportunità della CGIL, che ha spiegato cosa accade alle donne sul posto di lavoro, infatti nonostante la Costituzione stessa garantisca a tutti gli individui uguale integrità fisica e morale, in realtà sono presenti tutt’oggi delle differenze di genere nel mondo del lavoro, per le donne infatti non c’è una vera professione. Rosanna ha concluso con l’affermazione che è una sconfitta per l’intera società se la donna viene ancora considerata subordinata all’uomo.

Dopo una breve ma forte ed efficace rappresentazione teatrale da parte del piccolo teatro che ha rammentato la violenza psicologica, è stato il turno di Don Corrado Lorefice, il quale ha tratto spunto da episodi della Bibbia per dimostrare che la donna non è inferiore all’uomo poiché creata da una sua costola, come spesso si tende erroneamente a interpretare, ma ella è invece parte dell’uomo come l’uomo stesso è parte della donna.

La giornata si è conclusa con l’intervento della dottoressa Giovanna Triberio che ha posto immediatamente due domande piuttosto significative:

-Se penso a me come maschio/femmina penso a… (tre aggettivi)

-Cosa trovo di maschile/femminile in me maschio/femmina (tre aggettivi)

Domande che sicuramente fanno riflettere molto e mettono in discussione, oltre che allargare gli orizzonti come sostiene la stessa dottoressa, la quale dice anche che non si possono trascurare gli aspetti maschili o femminili in  entrambi i sessi poiché diventare adulti significa proprio trovare un equilibrio tra questi.

Così è terminato il primo incontro mentre i successivi in memoria di questa importante ricorrenza si sono tenuti il pomeriggio con una tavola rotonda per rompere “ i silenzi “ alla Fondazione Grimaldi, il sabato sempre alla Fondazione Grimaldi con il film “Il Cerchio” e infine la domenica al teatro Garibaldi con lo spettacolo “Una voce per tutte”.

Si è trattato di giornate sicuramente molto significative che invitano a fermarsi per riflettere e certamente progettate con impegno e dedizione da parte di coloro che vi hanno creduto profondamente.

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