“Sogni cinesi” contro l’egemonia culturale occidentale

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La affermazione  economica della Cina spinge anche a una affermazione della propria cultura, del proprio modello di vita, cosi come è sempre è  avvenuto nella storia. I cinesi si sono sempre considerati il paese di mezzo, il centro della civiltà considerando quindi tutti gli altri popoli come barbari, ora si affacciano dopo quasi  due secoli di emarginazione sullo scenario mondiale e non sono disposti ad accettare la egemonia culturale dell’Occidente.

Tuttavia essi non intendono nemmeno tornare all’antica pretesa di essere “la civiltà”   in opposizione alla  barbarie  secondo il detto: nulla di importante può essere fatto altrove che non possa essere fatto meglio in Cina. Aspirano invece a un concetto di civiltà che non  sia  legato solo a valori  occidentali ma che tenga conto anche di quello che essi definiscono “sogni cinesi” contrapposti al american way of life.

Nel secolo scorso  i paesi occidentali hanno rivendicato a se stessi il  concetto di civiltà, hanno considerato i  propri valori come  valori universali e si sono quindi  arrogati  il diritto di indicare agli altri popoli quello che è  bene  e quello che è male.

In sostanza  è lo stesso processo per cui l’impero romano come quello cinese si autodefinì “ la civiltà “  misurando  tutti gli altri popoli in base alla maggior o minore lontananza dai propri modelli.
Quando poi il primato occidentale è passato agli Stati Uniti sono stati questi a  rivendicare  nei fatti il ruolo di giudici dell’umanità intera.

Si è parlato quindi di una minaccia culturale cinese ( a parte quella economica) come un  pericolo per i valori universali (cioè occidentali)   che la Cina non condividerebbe e non capirebbe e che quindi  la Cina, priva di essi,  non sarebbe  capace di sostenere veramente e a lungo lo sviluppo economico moderno. In parole povere: poiche non è capace di democrazia il suo sviluppoo si arresterà

Mai cinesi obbiettano che  la globalizzazione non significa globalizzare i  valori occidentali  ma l’integrazione di diverse culture e modelli di sviluppo, delle  diversità insomma.
Nella nuova era, il mondo ha bisogno di “sogni cinesi” perché il “modello Cina” propone  valori universali.
La logica della “trasformazione di civiltà” si trova nella realizzazione di “sogni del mondo” attraverso “sogni cinesi” e fornendo sistemi spirituali e beni che hanno origine in Cina, ma appartengono al mondo.

Questa sarebbe il messaggio  principale trasmesso dal percorso della Cina di sviluppo pacifico con l’ascesa di una grande potenza, del rinnovamento  nazionale e la trasformazione della civiltà.
La civiltà occidentale manca di slancio nel muoversi  nell’incertezza del  mondo incerto, non è nemmeno capace di superare la crisi del debito.
La grande rinascita della nazione cinese non significa tornare ai vecchi modi, che non possono aiutare a risolvere i problemi di oggi e le sfide globali. ma questo non  significa copiare  i sistemi occidentali. L’Occidente sta avendo un momento difficile. Il grande rinnovamento cinese significa ringiovanimento, inclusività, innovazione.
Attraverso il rinnovamento  della sua civiltà tradizionalela Cina può gettare le basi per diventare un paese leader nel mondo.

 

 

 

 

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