Riconquistata  Timbuctu

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Le forze francesi in pochi giorni   hanno ribaltato la situazione militare  in Mali mettendo in fuga i ribelli che stavano sul punto di conquistare la stessa  capitale Banako. I Francesi, seguiti dalle forze del Mali,  hanno preso sotto controllo l’aeroporto di Timbuctu e  sono entrati nella città mentre le forze ribelli sono fuggite senza opporre quasi nessuna resistenza.  Questo non significa che la guerra  sia finita perché i miliziani dell’AQIM e degli altri gruppi potrebbero continuare per anni con azioni di guerriglia  mantenendo all’infinito una guerra a bassa intensità. E’ stato pero scongiurato che una fazione jihadista potesse prendere il potere in uno stato africano, cosa oltremodo temuta dagli Occidentali.

Timbuctu era da otto  mesi nelle mani dei ribelli. Secondo varie fonti,  non confermate però pienamente, gli estremisti islamici avrebbero cercato di distruggere gli antichi monumenti  eretti in onore dei maestri (mandab) islamici e cercato di incendiare la famosa  biblioteca che conserva manoscritti antichi fra cui opere di Avicenna portati dalla  Spagna dopo la Reconquista cristiana e altri manoscritti in caratteri arabi ma in lingue locali, di grandissimo interesse etnologico.

Resta pero da capire perchè dei ferventi islamisti distruggano i monumenti di grandi maestri dell’Islam: cerchiamo di chiarire brevemente. I miliziani dell’AQIM (al qaeda  Maghreb Islamico) partecipano, come il fondatore bin Laden, al movimento Wahabita, lo stesso che, per altro, è alla  base della monarchia dell’Arabia Saudita. Il movimento fu fondato da  Abd al-Wahab (1703-92) che,  nel quadro di una opposizione intransigente a una religione popolare e superstiziosa,  condannò la pratica di chiedere l’intercessione  di personaggi ritenuti santi, e in particolare, il culto delle tombe. ( ricorda un pèo la Iconoclastia dei primi d secoli o babndo ai santi  dei calvinisti ) Cosi furono distrutti i monumenti di Khadija (sposa di Maometto), di Abu Bakr (primo califfo) e di Ali (quarto califfo) e si portarono  perfino via i ricchi tessuti che ornavano la tomba del Profeta. Viene respinto perfino la invocazione alla intercessione di Maometto: non è ammesso  dire “YA  MUHAMMAD“ (per Maometto): nessuno puo intercedere presso Allah nemmeno Al Rasul (il messaggero, o profeta, come traduciamo noi).

Inoltre le tombe di Timbuctu erano dedicate a maestri dei Sufi.  I sufi i cui membri piu noti, turisticamente, sono i dervisci rotanti,  formano la corrente mistica dell’islam. Infatti ritengono di poter entrare in comunicazione con Dio a somiglianza dei monaci cristiani e dei shadu  (santoni) indu: per la ortodossia islamica invece  Dio rimane sempre inattingibile  per l’uomo che potrà godere in paradiso di grandi piaceri e beni ma non della visione di Dio (come invece viene  creduto nel cristianesimo). I Sufi sono sempre visti come degli eretici, in generale, nel mondo mussulmano

Conseguentemente tombe erette per dei Sufi secondo i Wahabiti sono una offesa, un obbrobrio sulla terra davanti a Dio.

Timbuctu ha per noi europei un valore leggendario. Era un antica città carovaniera che  fiori particolarmente  fra il XV e XVII secolo  come punto di riferimento economico e culturale  fra i popoli a nord e a sud del sahara. In seguito decadde: attualmente è diventata un centro insignificante, ormai lontano anche dal Niger  (che ha cambiato corso). Tuttavia ha avuto un certo risveglio per il turismo,  e   i  suoi monumenti sono stati inseriti  nel World Heritage List dell’UNESCO  Le costruzioni  sono in fango disseccato ma i cambiamenti climatici ne mettono in forse la conservazione.

Prima della rivolta era abitata da  bianchi ( arabi, berberi fra i cui i Tuareg, gli “uomini blu” ) e da negri il cui gruppo più importante sono i Songhai. La maggior parte degli abitanti negri sono fuggiti a Bamako: è abbastanza probabile che la loro collera si abbatterà su quelli dalla pelle chiara, senza troppe distinzioni.

 

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