La Grande Magia di Luca De Filippo a Bari

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Ieri sera è andata in scena al teatro Petruzzelli di Bari la prima de La Grande Magia di Eduardo De Filippo, nell’ambito della rassegna di prosa del Teatro Pubblico Pugliese.

L’opera, tra le meno rappresentate del grande Eduardo, è stata messa in scena dalla Compagnia di Teatro di Luca De Filippo, quest’ultimo ne ha curato naturalmente la regia e ha anche calcato le scene assieme a Giovanni Allocca, Carmen Annibale, Gianni Cannavacciuolo, Alessandra D’Ambrosio, Antonio D’Avino, Luca De Filippo, Massimo De Matteo, Nicola Di Pinto, Paola Fulciniti, Lydia Giordano, Daniele Marino, Giulia Pica, Carolina Rosi. Le scene e i costumi sono stati curati da Raimonda Gaetani e le luci da Stefano Stacchini.

La Grande Magia rientra nello studio di Luca De Filippo sulle opere scritte da Eduardo nel periodo 1945-1948; fu messa in scena solo due volte, dal drammaturgo napoletano e da Giorgio Strehler.

Vedere De Filippo a teatro è sempre rilassante, come una poltrona comoda in cui sprofondare, sicuri che, una volta rialzatisi, ci si sentirà subito arricchiti di un nuova sensazione di benessere.

Anche questa volta naturalmente è stato così con in più la consapevolezza dell’attualità di alcune opere come, per esempio, La Grande Magia. Un’attualità che sconvolge e al tempo stesso fa sorridere.

Lo stesso Luca De Filippo afferma: “la Magia ci consegna l’immagine di un’Italia immobile, un Paese che si lascia scivolare in un insensato autoinganno”.

Perché di questo si parla, il mago-imbroglione Otto Marvuglia, persuade Calogero Di Spelta, ossessionato dalla gelosia, che la moglie, scomparsa durante, appunto, una “grande magia” e mai più riapparsa, sia racchiusa in una scatola.

Marta, in realtà, grazie all’accordo tra il suo amante e il mago, ha approfittato dell’esperimento per fuggire.

Naturalmente lo stratagemma è noto a tutti tranne che al marito che, manipolato da Marvuglia, continua a vivere in una perenne folle illusione. Solo se aprirà la scatola con fede Marta ritornerà, altrimenti il marito la perderà per sempre.

Quando Marta, dopo quattro anni torna a casa, Calogero però, messo di fronte alla realtà del tradimento, preferisce continuare a pensare che la moglie sia chiusa nella scatola piuttosto che accettare la verità.

La follia dunque, fino ad allora protagonista intangibile, prende il suo posto nella realtà.

Calogero si presenta come l’emblema di una Italia, quella di allora come quella di oggi, che non è ancora pronta a vedere l’inganno e preferisce l’illusione dettata dagli imbonitori del momento. Ci fa sorridere l’analogia tra la Grande Magia e il film Matrix, due generi così diversi solo all’apparenza e assimilabili nelle parole di Morpheus:”Devi capire che la maggior parte di loro non è pronta per essere scollegata. Tanti di loro sono così assuefatti, così dipendenti dal sistema che combatterebbero per difenderlo”.

Il teatro di un tempo, la cinematografia dei nostri giorni, la realtà contemporanea: tutto ciò sul palco di De Filippo.

La Grande Magia rappresenta molte cose dunque, è un’opera poetica, ardita e  coraggiosa nel rappresentare anche l’approccio con il metateatro, evidenziando il rapporto tra spettacolo e spettatori, mirabilmente rappresentato anche attraverso un magnifico gioco di luci.

Gli attori tutti bravi naturalmente, De Filippo ha saputo come sempre curare il tutto il modo eccezionale.

Questa sera e domani le repliche.

Foto tratte dal sito www.defilippo.it

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