Il Bicino: a Torino, un punto d’incontro ecologico

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Il BicinoRiparare la propria bici, personalizzarla con tanta creatività, assistere ad una mostra fotografica e incontrare i propri amici, con cui organizzare un’uscita all’aria aperta. È questo Il Bicino, una vera e propria officina di riparazione, dove il design, l’arte, la voglia di comunità e condivisione e l’interesse per l’ecologia si incontrano.
Alessandro Zangrossi, artista e imprenditore torinese, ha dato vita a questa nuova realtà, unica nel suo genere, coniugando le proprie passioni: quella per l’arte e il design e quella per le bici.

Come nasce Il Bicino?
Il Bicino nasce da una consapevolezza: nasce dal fatto che mi sono reso conto, ad un certo punto della mia vita, che tutto quello che avevo intorno non aveva nulla a che vedere con quello che volevo realmente avere. Inoltre, in una società come la nostra, senza sicurezze e certezze, ho capito che l’unica strada che potevo percorrere, adesso, per costruire qualcosa di importante, era quella di mettermi in proprio. Mettersi in proprio è fondamentalmente costoso, ma fortunatamente i costi per mettere su una struttura per riparazione bici sono abbastanza contenuti.
Quest’anno è stato il primo anno, dopo il dopoguerra, che sono state vendute più bici che auto, in Italia, e quella per le bici è una passione che mi porto dietro da quando sono bambino: le ho sempre aggiustate da solo, perché sono capace. Questo è un lavoro che mi piace e mi rilassa. In più volevo anche cambiare totalmente la mia vita. Per questo nasce Il Bicino.

Quando hai riparato la tua prima bici?
Ho iniziato a riparare bici a 10, 11 anni. La prima riparazione che ho fatto è stata sulla mia bmx. All’inizio facevo riparazioni, come cambiare il filo del freno. Ovviamente, però per riparare una bici ci vuole la giusta attrezzatura. Ad esempio, se ho il pignone che traballa, devo aprirlo, controllare i cuscinetti e richiuderlo. In questo caso devo disporre di una chiave per aprire e chiudere il pignone, di un locale, dove farlo, e del grasso.
Ne Il Bicino dispongo di tutta l’attrezzatura che mi serve non solo per aggiustare le bici, ma anche per personalizzarle.

Come si possono personalizzare le bici, qui, a Il Bicino?
La personalizzazione della bici è una cosa su cui io e i miei collaboratori puntiamo molto. Una bici si può modificare in qualunque modo: si possono cambiare i freni, il manubrio e il colore, nonché si può anche decidere di alleggerirla, togliendo i parafanghi.
Concretamente, essendo le parti di una bici standard ISO, possono essere fatte sostituzioni e cambiamenti a piacimento: questo è un pregio della bici rispetto agli altri mezzi di locomozione.
Ad esempio, ti posso fare anche una Graziella con le marce.
Inoltre, nella mia officina, le bici poi possono essere dipinte anche a mano, in base alle richieste del cliente. E una mia collaboratrice, Emilia, fa delle personalizzazioni molto particolari, deliranti: lei ha una bici tutta leopardata.

Chi lavorerà con te nella tua officina?
Innanzitutto voglio che ci sia una collaborazione molto ampia, voglio che ci sia una rete di persone che mi stia intorno, proprio come in una vera comunità, poiché penso che il modo migliore per fare un lavoro che funziona e di qualità sia quello di aver l’umiltà di non pretendere di poter far tutto da soli. Le persone che per adesso mi aiutano a tempo pieno sono 2 o 3.
Voglio affidarmi a chi ha le competenze: ad esempio un amico, Abramo, sapeva che mi serviva una lampada di un certo tipo e mi ha portato una lampada, con le caratteristiche di cui avevo bisogno, da Roma.

Che clima si respira e si respirerà a Il Bicino?
Il Bicino non è solo un’officina, ma anche un punto di incontro. Tutti coloro che si recheranno in questo posto avranno a disposizione gratuitamente anche la rete wifi. Voglio creare un ambiente di persone amiche. Inoltre, Il Bicino non sarà solo un luogo di riparazione e personalizzazione della propria bici, ma sarà pure un’officina artistica: verranno allestite diverse mostre fotografiche.

In questo luogo c’è una cucina, come mai?
La cucina ha un valore essenzialmente psicologico. Quando mai si è vista un’officina con una cucina anni ’60 al suo interno? Non è una cucina che servirà da un punto di vista pratico, ma voglio che il cliente si senta a casa. Ci sarà anche una stufa a legna. Le lampade sono a basso consumo. Tutti i pezzi di questa cucina sono pezzi di design e ho cercato di ridurre al massimo l’impatto ambientale.

Secondo te come si colloca e che valore ha questa tua iniziativa a Torino?
In una città come Torino, la bici è il mezzo meno dispendioso, in tempi di crisi, e più ecologico e più idoneo per spostarsi, poiché, come in molte altre città italiane, sono nate anche qui nuove piste ciclabili. Inoltre, attualmente, ci sono diverse associazioni che organizzano eventi e uscite in bici. La mia officina sarà collegata virtualmente ad alcune di queste e collaborerà a diverse iniziative.

2 commenti

  1. Qual è l’indirizzo della ciclofficina?

  2. Author

    La cicloficcina è nel centro di Torino, se cerchi su Facebook o Google, non avrai difficoltà a trovarla!

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