In aperto mare

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Una storia di immigrazione che viene raccontata dalle pagine di “Un lungo viaggio” di Leonardo Sciascia durante gli anni del primo dopoguerra quando fuggire da un paese come l’Italia era divenuta una moda, e l’ambito orizzonte era l’America per molti.

Il viaggio verso l’America sarebbe dovuto partire dalla Sicilia e precisamente dalle spiagge di Gela e Licata verso quella che sarebbe stata per circa un centinaio di uomini e donne di provenienze diverse, la meta del New Jersey da raggiungere in dodici lunghi e strazianti giorni di navigazione a bordo di un piroscafo, guidato dagli agenti dell’immigrazione.

Gli agenti dell’immigrazione, così denominati, non erano altro che degli uomini che in cambio del viaggio verso la speranza, avrebbero chiesto duecentocinquantamila lire di quei tempi; per ottenere quella cifra, che non tutti possedevano, si sarebbe tentato di tutto, di tutto, pur di averla e tentare la fuga verso l’America.

Il viaggio si intraprese di notte per quella gente che difficilmente aveva visto prima di allora il mare, o solo sentito il suo profumo intenso; adesso ne avrebbero avuto la possibilità.

Erano  circa le undici di sera ed il mare era buio e molto spaventoso; il viaggio sembrava presentarsi straziante, poiché gli uomini erano numerosi ed i rispettivi bagagli di ingente quantità.

Durò meno di dodici giorni e raccontarlo sarebbe davvero come riviverlo; tutto odorava di pesce e salsedine ma ciò che più contava era la meta,  forse raggiunta, con fatica e speranza; la spiaggia a cui sbarcarono sarebbe stata quella della costa americana.

Tutti erano pronti a festeggiare, erano felici e non volevano tenere tutta quella gioia per se stessi.

Quando su un cartello posto nelle vicinanze di quel luogo che emanava così tanta energia, qualcuno dei naviganti lesse Santa Croce Camerina, Scoglitti, ci si rese in pochi istanti conto che in realtà il punto sul quale erano sbarcati non era di certo l’ambita America bensì un punto della stessa costa siciliana da cui erano partiti undici giorni prima.

La disperazione ricoprì i volti ed i cuori di quella gente, truffata ed illusa, purtroppo non erano mai partiti, avevano solo navigato le acque dello stesso mare e sperato, sperato invano.

Immagine: www.immaginigoogle.it

 

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