Cerco un gesto, un gesto naturale…Giorgio Gaber in biblioteca

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“Il 23 settembre 2003 il teatro canzone è stato definito un bene culturale: ecco perché siamo onorati e felici di ospitare Giorgio Gaber nella nostra biblioteca…le biblioteche devono essere piazze aperte, non luoghi chiusi…”: con queste parole la direttrice della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Maria Letizia Sebastiani, ha aperto il convegno su Giorgio Gaber nel decennale della morte fortemente voluto e organizzato dal giornalista Edoardo Semmola che ha riunito intorno a sé, per parlarne, Paolo Del Bon della Fondazione Gaber, Claudio Bertini del Teatro Verdi, Enrico De Angelis del Club Tenco, Guelfo Guelfi del Teatro Puccini e Riccardo Ventrella del Teatro della Pergola. Ognuno di loro, dopo l’introduzione di Semmola, ha portato un proprio contributo, un ricordo, che ha condiviso con le numerose persone presenti nella Sala Cataloghi della Biblioteca in cui è allestita una mostra dedicata a Gaber inaugurata, appunto, ieri. Dopo il convegno siamo passati nella Sala delle Consultazioni per l’evento musicale in tre atti unici, ripetuto in due orari consecutivi per accontentare le tantissime richieste, alle 20.15 e alle 22, sempre organizzato magistralmente dall’inesauribile Semmola a cui hanno dato il loro contributo musicale Silvia Conti, Letizia Fuochi, Massimiliano Larocca, Riccardo Ventrella, Francesco Cusumano, Gianfilippo Boni, Andrea Laschi, Bob Mancone e anche lo stesso Semmola.

La direttrice della biblioteca Sebastiani ha introdotto l’evento di teatro canzone con queste parole: “Ho voluto che questo fosse un ricordo PER Giorgio Gaber e non DI perché “ricordo di” indica qualcosa di fermo mentre “ricordo per” tende a far vivere, a rendere vivo quello che ricordiamo”. E concludo con alcune frasi tratte dal bellissimo foglio di sala scritto da Semmola: “Ho trovato Giorgio Gaber tanto tempo fa. E non l’ho più lasciato andare via…ve lo racconterò così come l’ho conosciuto…e lo farò insieme alle persone che più amo e stimo nel panorama della canzone e del teatro di questa città. Insieme giornalisti, cantanti, attori con uno spettacolo scritto a molte mani in una location davvero speciale: la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze…noi intendiamo (ricordarlo) in un modo diverso, che sia nostro. Non con la semplice riproposizione del suo genio, di ciò che ha scritto, di ciò che ha rappresentato ma raccontandovi come lo abbiamo vissuto e amato e come vogliamo attuare la sua lezione…”. Semplicemente grazie da una “gaberiana” della prima ora.

1 commento

  1. Author

    errata corrige: il nome Mancone è Mangione, mi scuso con l’interessato 🙁

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