Kenia: la lenta marcia delle donne in politica

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Nelle elezioni in Kenia, Uhuru Kenyatta, figlio del “padre della patria”, dovrebbe essere il prossimo presidente del Kenya: lo sfidante e primo ministro uscente, Raila Odinga, ha pero già annunciato ricorso e non riconosce dunque la vittoria di Kenyatta.
Kenyatta per un soffio è riuscito ad ottenere il quorum necessario a vincere al primo turno con  il 50,3% delle preferenze contro il 43,28% di Odinga.
Si teme che ora, come nelle altre occasioni, ci siano scontri feroci tra fazioni ed etnie rivali.

Tuttavia al di là dei risultati vogliamo sottolineare un aspetto particolare: ci saranno più donne in parlamento nel Kenia  di quante ce ne siano mai  state nella storia del paese.
Almeno 47 donne siederanno infatti  ai seggi della assemblea  nazionale, grazie ad una norma della  nuova costituzione, che crea la posizione di “Rappresentante della donna” – una per ciascuna delle 47 province del Kenya.
Wangari Kinoti, coordinatatrice  dei diritti delle donne presso ActionAid International Team Kenya  ha dichiarato  “In termini di numeri, questa elezione può essere anche  deludente, ma è un passo avanti. La costituzione è stata approvata solo da due anni”.
Le donne keniote sono scoraggiate  nell’entrare in politica per i problemi della famiglia, per il rigore della morale sessuale e anche per le minacce che ricevono dagli ambienti piu conservatori. Gli islamici  dicono che una donna che concorra a un posto di un uomo  è haram (proibito dalla sharia, peccato, diremmo noi) che i suoi elettori andranno all’inferno.   I  rivali politici usano  la religione per cercare di dissuadere le persone di votare per le donne Si dice in lingua locale : ‘hatuwezi uongezi na wamawake’ ( Le donne non possono essere i nostri parlamentari ).
I risultati comunque possono essere incoraggianti, ma la crescita della rappresentanza femminile qui è lenta.
Grazia Monica Onyango è stata la prima donna ad essere eletto sindaco in Kenya, nel  1965, concorrendo aTown Kisumu, sulle rive del Lago Vittoria. Ha ricevuto la candidatura   dal leader del partito Jaramogi,  Oginga Odinga
Nel 1997, Wangari Maathai, in seguito insignita di  premio Nobel, e Charity Ngilu, in seguito  nominata  ministro, divennero  le prime donne che si candidarono per la presidenza della repubblica.
Voci infondate che Maathai aveva abbandonato la corsa presidenziale furono riportate sui giornali alla vigilia delle  elezioni, e ricevette  pochi voti. mentre  Ngilu arrivò al quinto posto.
Nel nono parlamento, dal 2002 al 2007, solo 18 donne hanno preso posto ai seggi alla camera della nazione. Nel precedente  Parlamento, sciolto  nel mese di gennaio, il numero di donne era salito a 22, 16 delle  quali elette, e 6 che sono state nominate. Con 224 membri, le donne costituivano solo il dieci per cento del parlamento.
Molti partiti politici in Kenya si basano su un sistema clientelare, le donne sono  eliminato nelle  primarie di partito.

D’altra parte le donne non sono la maggioranza nemmeno fra gli elettori: molte nonsi registrano  e In effetti, costituiscono meno molto della metà degli elettori.
Una donna che ha vissuto e respirato queste sfide è Florence  Machayo.
Nel 1997, lei e un gruppo di amici hanno fondato il Centro di Educazione per le donne alla democrazia, che ha lavorato per incoraggiare le donne a uscire e cercare lavori esterni alla  famiglia .
L’ex ministro della Giustizia Martha Karua parlando recentemente nella Federazione Kenyote delle donne avvocato propone  “In posizioni in cui la battaglia è tra un uomo e una donna, scegliere una donna volutamente E dove ci sono solo donne, scegliere qualsiasi donna. Non si può mai andare storto con una donna. “

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