L’arte di morire ridendo al Teatro di Rifredi a Firenze

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l'arte di morire ridendo da niuodeon.

E’ un’arte davvero difficile, quasi impossibile, sembra quasi un ossimoro: come si fa a morire ridendo? La morte è legata al concetto di paura e di  sofferenza ed è quindi associata al piangere, non certo al ridere.

E ci riesce, invece, magistralmente Paolo Nani, definito il maestro del teatro fisico non verbale, insieme all’artista islandese Kristjan Ingimarsson, col dare vita a una fiabesca e commovente coppia di clown di successo in cui un giorno l’annuncio della fine imminente di uno dei due per tumore scatena diverse reazioni da parte di entrambi fino alla scelta finale e all’epilogo che non vogliamo raccontarvi.

Il teatro di Rifredi pieno in ogni ordine di posti, tanti bambini e ragazzi, uno spettacolo che dura 80 minuti senza parole e che vorresti ne durasse il doppio, “in magistrale equilibrio tra comicità e poesia, risate ed emozioni. Per grandi e bambini, da non perdere” come scrive Sara Chiappori su Repubblica o con le parole di Livia Grossi del Corriere della Sera “un delicato equilibrio di risate e commozione…le lacrime del riso si alternano a quelle del pianto.”

O, ancor meglio, con le parole dello stesso Nani “…un percorso emozionale per riflettere sui valori, quelli più importanti della vita…”: e ci regala questo percorso grazie a una magica, fiabesca empatia con Kristjan, snodata marionetta e mimo-giocoliere straordinario come lui, con il quale racconta un’amicizia sulle tavole di un palcoscenico, la loro vita dietro le quinte nella preparazione di sketches comicissimi, tra i tanti quello della coppia spagnoleggiante in cui Kristjan si traveste da donna scatenando risate e applausi calorosi o quello del pasto che si trasforma in un’imprevista e originale partita a scacchi.

Grazie a Paolo e a Kristjan che ci hanno fatto tornare bambini per un giorno con la loro poetica arte comica senza parole.

 

 

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