Mal comune, mezzo gaudio?

Print Friendly, PDF & Email

acqua_potabilePer i ragusani che hanno vissuto in realtà dove l’acqua mancava frequentemente, immaginare di poter rivivere quell’esperienza anche nella propria città è qualcosa a cui nessuno avrebbe mai pensato.

E invece, da circa due mesi, anche in alcuni quartieri di Ragusa si sta vivendo l’emozionante esperienza di doversi rifornire con i bidoni.

La causa? Due pozzi sono risultati inquinati e, giustamente, sono stati chiusi, con il conseguente disagio per i circa quindicimila abitanti dei quartieri interessati, che in queste settimane sono stati costretti ad approvvigionarsi di acqua potabile grazie alle autobotti messe a disposizione dai Vigili del Fuoco o ad acquistarla, pare a prezzi superiori a quelli praticati finora, dai fornitori del prezioso liquido.

Nei giorni scorsi il Commissario straordinario del comune di Ragusa ha deliberato che dal 2 aprile prossimo nelle condotte idriche di tutta la città sarà convogliata anche acqua non potabile.

Questo vorrà dire che se prima il disagio era limitato a una parte dei cittadini, da tale data tutti i cittadini non potranno più usare l’acqua del rubinetto per sciacquare frutta, verdura, stoviglie, e per lavarsi i denti, se non dopo averla portata ad ebollizione.

Il perché di una tale scelta ci è oscuro. Forse per onorare il detto “Mal comune, mezzo gaudio”.

Non bisogna poi sottovalutarne le conseguenze: per ripristinare le condutture e i serbatoi occorrerà disinfestare l’intero circuito idrico con un costo, crediamo non indifferente, per le casse comunali e con un black out idrico di diversi giorni per tutti.

Per questo, per evitare che tale decisione diventi un fatto compiuto, il Movimento Città ha organizzato per venerdì 22 una manifestazione di protesta per difendere il diritto all’acqua dei ragusani (si stima che i due terzi dell’acqua immessa nella rete idrica cittadina si perdano per strada).

L’appuntamento è fissato per le ore 15:30, in piazza Libertà, per poi muoversi alla volta del Comune e della Prefettura.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*