Il Sincretismo politico di Grillo-Casaleggio

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20130223_casaleggio La parola sincretismo deriva dal greco “synkrētismós”.  Nel mondo latino, “sincretismus”, passò in seguito ad  indicare le tendenze eclettiche e conciliatrici nel senso moderno di “fusione” .
Il termine sincretismo, o meglio il neosincretismo,  è stato utilizzato recentemente anche in ambito artistico dal gruppo-movimento nuova arte sincretica, in questo caso attribuendo al termine stesso un significato estensivo, pur nella conservazione del significato originale, cioè la “conciliazione” e sintesi di stili e linguaggi artistici diversi nell’atto creativo.

Non stupirà quindi questa mia chiave di lettura volta ad evidenziare soprattutto gli aspetti di sintesi tra principi e modelli storici di democrazia presenti nella filosofia politica di Grillo Casaleggio.

 Un’idea rivoluzionaria, si è scritto, ma certo non nuova nei contenuti proposti. Storicamente la democrazia diretta fu già infatti attuata ad Atene nell’età di Clistene e Pericle, nell’Agora, attraverso l’Ecclesia.  La novità sta  semmai, oltre  all’ adattamento ai tempi moderni, attraverso i nuovi strumenti e potenzialità della rete, proprio nell’idea di fondere alcuni principi democratici della repubblica romana con quella greca.

La temporaneità, gratuità e collegialità della carica romani, trovano evidenti corrispondenze sia con l’impianto politico del m5s.

Di sincretismo, o conciliazione, si può parlare anche per quanto riguarda il tentativo di superamento delle ideologie, destra e sinistra, attraverso programmi di sintesi, fondati sulle idee buone o cattive di destra centro e sinistra. Naturalmente ci sono altri elementi importanti da valutare quali l’intento moralizzatore, un certo ecumenismo di stampo comunitario e le contraddizioni interne tipiche storicamente di ogni movimento politico: autoritarismo e frammentazione in gruppi, sia in alcuni obiettivi cardine del m5s quali la drastica diminuzione dei compensi dei parlamentari e l’annullamento dei finanziamenti pubblici, nella candidatura per un massimo di due legislature. La stessa realizzazione della democrazia liquida appare come una operazione sincretica di conciliazione, equilibrio e sintesi tra democrazia diretta, delegata e partecipata.

Se il m5s riuscirà a darsi un’organizzazione migliore in rete con strumenti idonei, che fino ad ora né Grillo, né Casaleggio hanno mai fornito stabilmente sul loro blog, attraverso un progetto organico comune, applicato sia a livello centrale e locale, potrà varcare la soglia dell’utopia per approdare nel mondo del reale. Superare il rischio dispersione e di derive autoritarie o oligarchiche, rischi storici e fonte di fallimenti dei vari movimenti politici. Solo allora potremo parlare di una rivoluzione vinta e compiuta.  La vera svolta storica epocale.

Soprattutto si potrà parlare di un grande sogno dell’umanità realizzata, non più solo tra le mura di una città in luoghi e tempi limitati. Se poi, oggi, Grillo e Casaleggio riusciranno, uscendo dalla rigidità e diffidenze delle loro attuali posizioni, a realizzare un’altra grande sintesi, senza inciuci, tra le forze migliori in parlamento, forse avremo un governo stabile, nuovo e un’Italia finalmente migliore.

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