La vogliamo pulita!

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2013-03-22-2Partirà oggi alle 15:30 da Piazza Libertà la manifestazione/corteo promossa dal Movimento Città per protestare contro l’assurda ordinanza del Commissario del Comune di Ragusa, Margherita Rizza, con la quale è stato deciso di immettere, a partire dal 2 aprile prossimo, anche l’acqua dei due pozzi inquinati,  chiusi da settimane, nel circuito idrico cittadino, rendendo in questo modo, di fatto, non potabile l’acqua che arriverà in tutte la case del capoluogo ibleo.

In questi giorni tante sono state le prese di posizione contro l’ordinanza n.260 del 15 marzo: dalla raccolta di firme portata avanti dall’associazione “Partecipiamo”, alla richiesta di un consiglio comunale aperto chiesto da Legambiente, fino alla minaccia di occupare l’aula consiliare da parte dei consiglieri del Partito Democratico.

Naturalmente, davanti a tanto spiegamento di forze, il Commissario Rizza, dopo aver tirato il sasso ha nascosto la mano. «Il fatto che abbia deciso di firmare un’ordinanza sulla non potabilità dell’acqua della rete idrica comunale che decorrerebbe dal 2 aprile prossimo, a seguito dell’apertura dei due pozzi ‘incriminati’» – ha dichiarato – «non vuol dire assolutamente che allo stato attuale sia immessa nella rete idrica acqua non potabile. Per questo motivo quindi i cittadini stiano tranquilli. Dobbiamo inoltre tenere presente che i lavori in atto di allaccio alla rete idrica dell’Asi e quelli del completamento del nuovo pozzo di Bruscè, lasciano ben sperare sulla possibile ipotesi di revoca dell’ordinanza da me già firmata. I due interventi infatti consentirebbero di sopperire in buona parte al mancato prelevamento dell’acqua dai due pozzi inquinati che resterebbero pertanto chiusi. Non dobbiamo inoltre trascurare poi il fatto che il milione di euro della Regione Siciliana ci consentirà di potere mettere mano ad un piano più ampio, utile a determinare una situazione di maggiore tranquillità per la città in materia di approvvigionamento idrico. Invito pertanto tutti a non creare situazione di panico ed allarme».

Ma allora, se allacciando i pozzi dell’Asi e di Bruscè il rischio di inquinare l’acqua potrebbe svanire, qualcuno ci vuole spiegare qual è stato il senso di quell’ordinanza? Perché il Commissario invita a “non creare situazioni di panico e allarme” se poi è la prima a crearle? Chi ha interesse a speculare sull’acqua?

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