Xi Jinping: “mosche” e “tigri” della corruzione

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Il nuovo segretario generale del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese  e presidente della Cina  che avrà il massimo potere, presumibilmente, per i prossimi 10 anni,  ha annunciato una campagna contro la corruzione dilagante.

I termini di “tigri” e “mosche ” sono stati utilizzati da Xi Jinping  in riferimento, rispettivamente, ai funzionari di alto e di basso grado che commettono reati  di corruzione. Fino ad ora, infatti, nei casi di corruzione venuti alla luce erano per lo più coinvolti funzionari  di basso livello  che sono stati ritenuti responsabili di aver utilizzato fondi pubblici per scopi personali, di avere usato ad uso personale vicoli di proprietà pubblica  (le nostre auto blu) e organizzato cene stravaganti ( sembra di stare in Italia).
Le autorità cinesi promettono di  adoperarsi per scovare i funzionari di governo che si sono impegnati in gravi casi di corruzione, come hanno già punito funzionari per abusi di più  lieve entità.
Il commissione apposita  del Partito Comunista Cinese recentemente ha annunciato sanzioni contro sei funzionari locali per la violazione delle otto linee guida formulate da parte delle autorità centrali alla fine dell’anno scorso contro la corruzione.
I casi sono stati enfatizzati   per rassicurare il pubblico sulla  determinazione della nuova leadership di frenare la corruzione, fugando i timori che le parole dei leader non si traducano in azione.
Tuttavia, dal momento che gli abusi erano relativamente minori, il pubblico è ancora in attesa di vedere le autorità spingere ulteriormente la campagna colpendo  i funzionari di più alto rango, coloro, cioè, che hanno commesso i reati più gravi.
Xi ha rassicurato tutti  che il governo combatterà  entrambi i tipi di funzionari con uguale severità e che  hanno già avviato la  lotta contro la corruzione.
Ha affermato che la commissione per il momento sta cercando di “battere il cane prima del leone”  (secondo un detto cinese):  punire cioè gli abusi minori di potere allo scopo di intimidire coloro che intendono commettere reati più gravi.

Riuscirà la nuova dirigenza, la nuova leadership, a  limitare veramente ed effettivamente la corruzione nella “casta” cinese?
La corruzione è diventata una significativa fonte di sfiducia pubblica nel regime permettendo ai  funzionari di approfittare delle loro posizioni e una questione urgente. La stabilità del  regime dipende anche dalla  riuscita di questa impresa.  Ricordiamo però che secondo la stampa americana anche la famiglia di  Xi Jinping stesso  avrebbe   accumulato una fortuna cosi come hanno fatto i familiari dei precedenti leader.

Le notizie sui  leader erano  state prontamente  bloccate dalla severa censura che opera anche su internet, ma certe notizie non possono essere tenute nascoste per sempre.

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