Eufemismi e stereotipi

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lingua albero fiorito

Gli eufemismi sono ormai di uso molto comune soprattutto nel linguaggio giornalistico ma non solo e rappresentano delle espressioni che servono per sostituire dei termini ed un linguaggio alquanto duro e realistico.

In molti articoli di riviste o quotidiani, si legge: i ladri che non sarà di certo semplice assicurare alla giustizia ma forse se a tale espressione sostituissimo semplicemente arrestarli, sarebbe molto più facile e scorrevole afferrare il senso da parte del lettore che legge ed affida anche una seguente interpretazione.

Un uomo ricco è di solito definito come agiato, benestante, aristocratico, abbiente così come un povero viene definito come bisognoso, di modeste condizioni economiche, non abbiente secondo l’uso corrente ed appropriato di eufemismi meno rigidi e conformi alla realtà.

L’espressione cruda e forte di cadavere, spesso viene ammorbidita con termini come corpo, salma, resti, spoglie; inoltre il linguaggio giornalistico è un linguaggio che difficilmente riconosce risse, scontri, tafferugli ma solo colluttazioni.

Anche lo stereotipo fa parte della lingua italiana, assai ricorrente all’interno di un linguaggio giornalistico rappresentato da forme fisse che di solito si spiegano e spiegano con stile.

Quando un giornalista scrive un pezzo, non ha magari sempre il tempo necessario per rivederlo nei suoi particolari così si è soliti per una questione di comodità ricorrere a delle formule ed a dei modi di dire che sono adatte ad un po’ tutte le situazioni, denominati stereotipi.

I soliti ladri, non hanno agito ma sono passati all’azione, le chiavi non erano per niente false ma contraffatte, non mi aspettava una macchina ma una vettura, sulle indagini non si sa nulla ma meglio ancora vi è il più stretto riserbo.

Immagine: www.immaginigoogle.it

 

 

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