Come il Brasile?

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“Non daremmo la fiducia a Bersani neppure se si mettesse in ginocchio”. Pare siano state queste le parole con le quali la presidente dei deputati a Cinque Stelle, Roberta Lombardi, ha liquidato ogni ipotesi di appoggio al tentativo del segretario Pd di far nascere un governo.

La loro è una posizione più che legittima, dettata, immagino, da una scelta strategica. Quale sia, per me non è chiara; forse l’obiettivo è quello di tornare in tempi brevi a nuove elezione con la speranza, questa volta, di ottenere la maggioranza nei due rami del Parlamento e, di conseguenza, governare.

Può essere che sia così, ma gli strateghi dalle cinque stelle sono sicuri che, se si tornasse a votare tra qualche mese, riuscirebbero a bissare il successo ottenuto il 24 e 25 febbraio?

Quelli che hanno passato gli anta certamente ricorderanno un Brasile-Italia di calcio ai mondiali di Spagna. Quello era il Brasile di Zico, Cerezo, Falcao e Socrates, e ai sudamericani, per passare il turno, sarebbe bastato un pareggio ma, da puri e duri del calcio spettacolo, invece di accontentarsi, provarono in tutti i modi di vincere l’incontro, nonostante per ben due volte fossero riusciti a rimontare il temporaneo svantaggio.

La partita finì 3 a 2 per gli azzurri e i brasiliani tornarono a casa con la coda in mezzo alle gambe.

Non pensano i grillini che in quest’occasione, per loro e per il Paese, potrebbe essere più opportuno accontentarsi di un pareggio?

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