Polvere di stelle

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20130223_casaleggio

Durante l’incontro con Napolitano, i portavoce (si fa per dire) del M5S ed il loro megafono (si fa sempre per  dire), avevano l’ultima occasione, dopo i vari niet dei giorni scorsi, di fare una proposta seria per un governo che esuli da quella, non praticabile, di un governo monocolore a 5 stelle.

Avrebbero potuto indicare, come suggerito da Dario Fo e molti altri, dei nomi di persone di prestigio, oneste e non iscritte ai partiti, cui poter dare una fiducia su alcuni contenuti programmatici, ormai noti, più urgenti. Non l’hanno fatto, mostrandosi ancora Grillo-dipendenti, chiusi ad ogni dialogo, anche con la propria base.

Grillo ha fatto il solito vecchio ripetitivo discorso, ormai inflazionato, perfino fastidioso di fronte alle sofferenze reali degli Italiani, ribadendo le solite idee astratte, condite da reprimende, come quella di un governo “prorogatio” Monti.

Quando si insegue una propria personale utopia si perde il senso del reale. Quando un comico perde l’originalità del linguaggio, si incammina sul viale del tramonto. Diventa una meteora in rotta di collisione col pianeta. Rimane solo polvere di stelle… di 5 stelle.

Fuor di metafora, non essendo un politico, forse a Grillo sfugge che siamo in grave fase di emergenza e che certe riforme e provvedimenti non possono essere fatti da un governo come quello dimissionario di Monti.

Quel che mi pare più grave è comunque il fatto che il tutto sia stato deciso dall’alto, alla faccia di ogni democrazia diretta e consultazione della base come previsto nel non statuto.
In sostanza, i portavoce del M5S non hanno rispettato la regola base che prevede esplicitamente una consultazione democratica della base per le decisioni più importanti.

Se qualcosa si salverà, di tutto il buono fatto in questi anni da parte del M5S, sarà solo se si comincerà a pensare al dopo Grillo, costruendo qualcosa di diverso e di realmente democratico.
Peccato perché si è persa una occasione storica per avviare un cambiamento che, se non si torna subito al voto riconsegnando il paese a Berlusconi,  altri si intesteranno comunque.
Risultato finale, grazie anche  a Napolitano, che prima ci aveva imposto Monti e ne abbiamo visti i bei risultati, ora ci ritroviamo 10 “super-saggi” per preparare il nuovo grande inciucio. Nel frattempo, le commissioni in Parlamento, che potrebbero cominciare a produrre alcuni provvedimenti utili al paese,  grazie a Pd e Pdl, non partono. Tutto rimane immobile  nella tragedia. Una vera manna per il paese. Dalla partitocrazia di sempre potevamo aspettarcelo , ma che anche Grillo desse questo suo contributo allo stallo forse no.  Grazie a questa  visione politica controproducente ,chiusa ad ogni mediazione,  il m5s, se non saprà recuperare una propria indipendenza nella democrazia reale, una  autonomia operativa della sua base,  pagherà pesantemente le conseguenze alle prossime elezioni.

Mi auguro di sbagliare, ma il realismo e l’esperienza in politica mi dicono che non c’è errore peggiore politico di quello di spegnere, in un momento grave di crisi, le speranze di tante persone che il m5s era riuscito a coinvolgere nell ’idea di un grande cambiamento possibile.

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